Austria: il 31enne Kurz è il nuovo cancelliere

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E’ il trentunenne Sebastian Kurz il nuovo cancelliere dell’Austria. Con lui, il paese vira a destra.

Qualcuno lo ha definito un Wunderkind, un enfant prodige della politica. La sua carriera inizia infatti quando aveva solo 24 anni divenendo il più giovane sottosegretario di stato. E’ nel governo da più di sette anni. Oggi è il più giovane cancelliere d’Austria.

Il giovane cancelliere è il leader del partito di centro-destra Österreichische Volkspartei (ÖVP), il Partito Popolare Austriaco, di ispirazione cristiana e conservatrice.

La sua passione per la politica si è manifestata fin da subito. Nato a Vienna e cresciuto nel distretto di Meidling, Kurz comincia a operare in politica a sedici anni e dopo la maturità viene eletto presidente della sezione giovanile del Partito Popolare Austriaco.

logo del partito di Kurz

Nel 2011 viene nominato sottosegretario di stato agli Interni con delega all’integrazione nel primo governo Faymann. In queste vesti si occupa di attuare alcune misure sociali come l’insegnamento della lingua tedesca agli immigrati e un programma per valutare le difficoltà dei bambini già in età prescolare.

Nel dicembre del 2013 Kurz viene nominato Ministro degli Esteri a soli ventisette anni, divenendo di fatto il più giovane ministro nella storia dell’Austria.

Proprio la giovane età è stata oggetto di critiche da parte della stampa austriaca, nonostante Kurz godesse di un grosso sostegno elettorale. Infatti nelle precedenti elezioni parlamentari è stato il candidato che ha ottenuto più preferenze in assoluto.

Non termina gli studi giuridici ma gira per la circoscrizione di Meidling a bordo di un pulmino con la scritta “Nero è figo” per raggiungere i coetanei nei pub e nelle discoteche.

Ora invece si mostra mano nella mano con la nonna o seduto a tavola con tutta la famiglia, in giro in bicicletta nel bucolico paesaggio austriaco o addirittura mentre gioca a tennis col migliore amico.

statistiche delle elezioni che hanno visto la vittoria del partito di Kurz

Da quando è divenuto il leader dell’ÖVP, il 15 maggio di quest’anno, le preferenze del partito sono schizzate letteralmente alle stelle. Molti lo hanno paragonato a Macron. Con l’unica differenza che lui non ha abbandonato il suo partito madre, ma lo ha trasformato, creando un movimento al suo interno. Stiamo parlando della “lista Sebastian Kurz” che ha cambiato colore per rassicurare un po’ di più i suoi elettori: dal nero al turchese.

Non è stato difficile per lui superare i populisti di destra di Heinz-Christian Strache, in vantaggio fino a qualche mese fa.

Per quanto riguarda la politica estera, Kurz più volte ha stretto i pugni sull’emergenza migranti.

Nel corso del consiglio degli Affari Esteri dell’Unione europea del 15 agosto 2014 si dichiarò contrario all’invio di armi a sostegno della popolazione dei curdi iracheni attaccata dalla milizie dell’Isis. Assieme al collega svedese Carl Bildt, il ministro Kurz dichiarò di essere favorevole all’invio di soli aiuti umanitari.

Negli ultimi anni il giovane Kurz sembra essersi avvicinato notevolmente a destra promuovendo una campagna dura contro l’immigrazione. Contrariamente agli anni in cui è stato sottosegretario all’integrazione, quando promuoveva il dialogo con li ambienti arabo-islamici.

Alfano e Kurz

Durante un incontro con il ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano nel luglio 2017 avrebbe manifestato la propensione a far cessare il “traghettamento di migranti illegali dalle isole italiane, come Lampedusa, verso la terraferma” al fine di ottenere una diminuzione del flusso migratorio proveniente dai Paesi dell’Africa verso l’Europa centrale.

Fortemente critico nei confronti della politica di accoglienza promossa dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, nel 2015 reagisce all’emergenza profughi promuovendo la chiusura della rotta balcanica.

Gli austriaci lo descrivono come un “giovane dallo stile vecchio stampo e dai modi sempre gentili, che tiene sotto controllo i capelli con la gelatina, e che ha fatto una vera e propria rivoluzione”.

Sicuramente da questo nuovo cancelliere – in tutti i sensi – ci sarà da aspettarsi tante sorprese insieme alla consapevolezza che da oggi l’Austria è un po’ più a destra.

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