Aung San Suu Kyi ricompare in tribunale

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Io la chiamo Birmania

La questione in Birmania non si placa e Aung San Suu Kyi ricompare in tribunale. L’ex capo del governo birmano agli arresti domiciliari, che dal suo arresto quasi quattro mesi fa, non si era ancora vista pubblicamente, si è presentata per la prima volta di persona davanti al tribunale.

Aung San Suu Kyi riuscirà a riprendersi il posto?

Aung San Suu Kyi, più volte incriminata dalla giunta birmana, è apparsa per la prima volta dal colpo di stato. Oggi di persona in tribunale, si è schierata contro i generali che l’hanno rovesciata. L’ex leader birmano di 75 anni, che non era stata vista in pubblico dal suo arresto il 1 ° febbraio, appare in buona salute. Ha detto l’avvocato Min Min Soe, a cui è stato permesso di incontrarla per 30 minuti. Prima dell’udienza in un tribunale istituito nella capitale Naypyidaw, l’ex leader birmano ha sfidato la giunta, affermando che il suo partito, la Lega nazionale per la democrazia (LND) esisterà finché esisterà il popolo, perché è stata fondata per il popolo.


Myanmar: cosa si nasconde dietro il successo del golpe?


Molte accuse

I generali birmani minacciano di sciogliere il partito, che ha vinto in modo schiacciante le elezioni legislative del 2020, accusandolo di frode elettorale. Una decisione potrebbe essere annunciata a breve, la commissione elettorale, molto vicina al regime, potrebbe vigliaccamente accogliere la richiesta, massacrando così le aspettative popolari. Va comunque fatto notare ancora una volta che la Birmania è completamente abbandonata dalla comunità internazionale e questa è un’onta sulla civiltà.