Aumentano i positivi e i Green Pass. Non è strano?

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Nel weekend appena trascorso si sono superati i 100 milioni di green Pass scaricati. Ma nel contempo si registra un incremento dei positivi. Sembra una controtendenza l’aumento dei positivi e dei green pass scaricati contemporaneamente ma tutto ha senso se si analizzano i dati.

Aumentano i positivi e i green pass. Qualcosa non torna?

Per chi legge le notizie senza mettere in campo tutte le informazioni può sembrare un titolo per gridare al complotto. Meno male però che invece possiamo ragionare sugli eventi delle ultime 72 ore con serenità e dare un senso a tutto. Come ormai ben sappiamo dal 15 ottobre è entrato in vigore il decreto che obbliga tutti i lavoratori a possedere il green pass per lavorare. Un green pass è ottenibile mediante vaccino, guarigione attestata da covid oppure tampone negativo. Da venerdì quindi è scattata la corsa alla certificazione verde, testimoni le lunghe code fuori dalle farmacie. Ma se aumentano i green pass scaricati come possono aumentare anche i positivi? Molto semplice: grazie alla grande richiesta di tamponi è possibile individuare più positivi asintomatici e, quindi, isolarli. La buona notizia è che i ricoveri invece diminuiscono e i nuovi contagi rimangono in calo in confronto a 2 mesi fa. Il vaccino funziona?

Un po’ di dati

Da inizio pandemia siamo stati bombardati di numeri. A volte spaventano e a volte annoiano, ma sono l’unico mezzo per capire l’andamento della pandemia. E i numeri non sono un’opinione per quanto si cerchi di raggirarli. Nella terza settimana di agosto i nuovi positivi erano 45651, nella scorsa settimana i conteggi riportavano 17751 nuovi casi. Ad oggi, con l’aumento dei tamponi eseguiti, si registra un’aumento di positività del 7,8%. Possiamo già gridare allo scandalo del “siero genico per pecore” che non funziona? In realtà non si sarebbe dovuto neanche prima ma oggi a maggior ragione non si può. L’incremento è dovuto al maggior numero di test eseguiti. I tamponi sono aumentati in questo weekend del 27,9%. Siamo passati da 615 mila tamponi del weekend precedente agli oltre 850 mila di questo appena passato. Questi dati fanno crollare il tasso di positività allo 0,6%. Nessun allarmismo infatti sui nuovi casi di positività perché i ricoveri addirittura diminuiscono al momento.

Rischio “zona gialla” per alcune regioni?

L’aumento di contagi può far pensare a un ritorno in zona gialla ma i parlamentari sono molto cambiati dallo scorso inverno. Con l’arrivo dei vaccini e con il calo delle ospedalizzazioni l’indice tiene conto molto più dei ricoveri che dei contagi. Finché le terapie intensive rimangono stabili e non rischiano di tornare al collasso si può rimanere abbastanza tranquilli. I contagi rimangono ancora un dato importante ma non l’unico da guardare. Inoltre anche le restrizioni delle zone “colorate” sono diversi da quelle del precedente inverno. Quindi passeremo un’inverno meno restrittivo? Se i dati rimangono stabili sembra di si. Con l’aumento delle rischiereste di vaccino di questi giorni ci si attende di sfondare il muro del 90% di vaccinati entro dicembre. In quel caso avremo una situazione simile alla Danimarca che ha abbandonato il green pass all’interno del paese. Per chi viaggia invece serve ancora. Ora si discute se mantenere una linea rigida in ogni caso fino a fine inverno o se iniziare a lasciare le redini già da dicembre.


L’obbligo del green pass sul lavoro fa accadere cose strane. Leggi anche: Aumento malattie sul lavoro. No green pass o furbetti?