Attivisti di Hong Kong condannati per veglia non autorizzata

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Ad Hong Kong gli attivisti non sono certo considerati di buon occhio. Secondo il Governo minaccerebbero l’integrità del potere mettendo in cattiva luce i piani alti. Per questo motivo, negli ultimi tempi, la repressione da parte delle forze dell’ordine è diventata sempre più dura. Condannati, da 6 a 10 mesi di carcere, nove manifestanti per aver ricordato le vittime della strage di Piazza Tienanmen.


Ad Hong Kong la censura si inasprisce


Perchè gli attivisti di Hong Kong andranno in carcere?

L’unica colpa che gli attivisti di Hong Kong hanno, è quella di aver ricordato una strage che è una ferita ancora aperta per il Paese. Quella di Piazza Tienanmen, è stata una vera e propria tragedia: il 4 giugno 1989, morirono 10.000 persone. Il triste avvenimento viene ricordato ogni anno con una veglia organizzata dai manifestanti pro democrazia che vogliono mantenere viva la memoria di chi quel giorno ha perso la vita. Negli ultimi due anni l’evento è saltato, a causa delle repressioni, prima, e del Covid, poi. In realtà, alcuni attivisti si sono riuniti ugualmente il 4 giugno del 2020 e per questo sono stati accusati di aver eluso le restrizioni anti contagio. La pena decisa per queste persone, è di un periodo di carcere che va da 6 a 10 mesi. Il giudice della corte distrettuale, Amanda Woodcock, ha dichiarato: “Gli imputati hanno ignorato e sminuito una vera crisi di salute pubblica. Hanno creduto erroneamente e con arroganza che il loro scopo comune fosse più importante della protezione della comunità o del diritto del pubblico alla protezione da un grave rischio per la salute”.