Attenuare la disinformazione medica: contrastare spam e truffe

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La manipolazione dei media è un problema specifico e pernicioso che aggrava ciò che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito “infodemica”. Sebbene possa spesso provocare la diffusione di disinformazione medica, la manipolazione dei media è poco studiata e pertanto rimane attualmente una delle principali vulnerabilità per la salute pubblica.

La disinformazione medica e la manipolazione mediatica

Durante la pandemia di SARS-CoV-2 (COVID-19), le campagne di manipolazione dei media incentrate sulla promozione della disinformazione medica hanno preso di mira esperti sanitari, minato consigli legittimi e seminato sfiducia in un momento in cui è più necessaria un’informazione affidabile. Attirando l’attenzione del pubblico durante una crisi di informazione e salute, la manipolazione dei media che diffonde disinformazione medica può portare le persone a non seguire la consulenza di esperti, il che, a sua volta, può esacerbare la diffusione del coronavirus e provocare malattie e morte.

Cos’è la manipolazione dei media?

La manipolazione dei media è un processo sociotecnico, in base al quale attori motivati ​​sfruttano le condizioni o le caratteristiche all’interno di un ecosistema dell’informazione per manipolare il pubblico usando la stampa, i sistemi tecnologici in rete e le organizzazioni influenti per portare avanti la loro agenda. È intrapreso da attori sia statali che non statali. Può avere impatti diffusi sulle società di tutto il mondo.

Il report sulla disinformazione medica di

Questo documento affronta il modo in cui il settore della sanità pubblica, insieme a una coalizione di funzionari pubblici, operatori dei media, aziende tecnologiche e organizzazioni della società civile, deve comprendere e rispondere al problema della manipolazione dei media medici, in particolare come si diffonde online. Presenta un metodo di ricerca e risposta supplementare in corrispondenza con il quadro già suggerito dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per affrontare l’infodemia 2, con particolare attenzione alla manipolazione dei media. Redatto da un team esperto di ricercatori presso lo Shorenstein Center on Media, Politics and Public Policy di Harvard, questo documento descrive il fenomeno intenzionale e diretto della manipolazione dei media, fornisce studi di casi sulle campagne di manipolazione dei media che diffondono disinformazione medica e offre spunti attuabili su come farlo monitorare e contrastare i loro danni.

Il Media Manipulation Life Cycle

Le seguenti raccomandazioni si basano su un modello robusto: il Media Manipulation Life Cycle, che consente a ricercatori e funzionari sanitari di capire come, quando e perché intervenire nelle campagne di manipolazione. Tutte le forme di manipolazione dei media seguono un ciclo di vita stereotipato, che, una volta compreso, può essere riconosciuto e mitigato. Quel ciclo di vita ha cinque fasi:

  • Pianificazione e origini della campagna
  • Semina la campagna attraverso le piattaforme social e il web
  • Risposte dell’industria, attivisti, politici e giornalisti
  • Mitigazione
  • Adeguamenti dei manipolatori al nuovo ambiente

Per capire esattamente come rispondere a una campagna, lo studio fornisce una matrice di risposta che le parti interessate della salute pubblica possono utilizzare quando si trovano ad affrontare manipolazioni dannose dei media. Un foglio di lavoro per l’analisi situazionale aiuterà i sostenitori della salute pubblica a determinare la migliore linea d’azione da intraprendere e quando intraprenderla. Queste raccomandazioni si basano su anni di ricerca su come si diffonde la disinformazione pericolosa, su quali tecniche funzionano per contenerla e su come le parti interessate possono fermare le campagne di manipolazione dei media prima che possano crescere. Inoltre, questo consiglio è progettato per funzionare in qualsiasi contesto culturale. È fluido e si basa sul metodo di ricerca noto come etnografia digitale investigativa, che tiene conto delle differenze di geografia, cultura, lingua, diritto e diversità demografica, in modo che queste raccomandazioni possano essere adattate ad ambienti specifici secondo le esigenze di il luogo e la situazione.


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Le raccomandazioni su come affrontare la disinformazione medica

Le principali raccomandazioni attuabili per i funzionari della sanità pubblica includono consigli su come:

  • sondare, raccogliere e documentare la disinformazione;
  • determinare dove cade la disinformazione nel ciclo di vita della manipolazione dei media;
  • promuovere contenuti tempestivi, pertinenti, locali e accurati;
  • coinvolgere una stampa affidabile per correggere la disinformazione quando necessario e non prima;
  • costruire reti di allerta precoce nella società civile, nel giornalismo e nelle istituzioni sanitarie pubbliche;
  • coordinare la contro-messaggistica con le reti della società civile e le società tecnologiche;
  • monitorare gli impatti degli sforzi di mitigazione e adattare la messaggistica secondo necessità.

Insieme alle raccomandazioni a breve termine, vengono raccomandate anche strategie a lungo termine per combattere la disinformazione dei media. Questi includono:

  • capire come le divisioni politiche, i problemi di cuneo e le questioni socioeconomiche influenzano la diffusione della disinformazione;
  • monitorare la percezione della fiducia della comunità nei media e nelle autorità per capire il modo migliore per affrontarli;
  • chiedendo continuamente trasparenza da parte delle società tecnologiche.

Le conclusioni del report

Questo brief richiede una risposta in rete “dell’intera società” alla manipolazione dei media medici, in cui le parti interessate nel settore privato, nel settore pubblico e nella società civile siano in grado di lavorare per un obiettivo comune: fornire informazioni sanitarie accurate in mezzo a un’infodemia.

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