Attentato dell’ETA nel 2002 a Bilbao

Ecco cosa successe quel 24 settembre del 2002 e da dove nacque l'ETA.

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Attentato dell'ETA

Le vittime dell’attentato dell’ETA furono tre agenti della Guardia Civile, che stavano ispezionando un cartello stradale dove era nascosto l’esplosivo. Il tutto è successo a Bilbao 18 anni fa, il 24 settembre del 2002.

Attentato dell’ETA: cosa successe

Un agente della Guardia Civile è morto e altri due rimasero feriti, per l’esplosione della bomba nei Paesi Baschi. A dare la notizia fu il ministro dell’interno basco, Javier Balza, e per le autorità non vi fu alcun dubbio sulla matrice Eta dell’attentato. 
I tre stavano ispezionando un cartello stradale, che nascondeva quindici chili di esplosivo, sulla strada che unisce le città di Leitza (in Navarra) e Berastegu (Guipuzcoa).

L’attentato arrivò poche ore dopo che due presunti terroristi dell’organizzazione terroristica erano morti dilaniati dall’esplosione di un ordigno all’interno di una vettura a Bilbao, nel nord della Spagna. Secondo le autorità basche, i due si preparavano a compiere un attentato.

Un segno distintivo dell’ETA

Le bombe nascoste nelle automobili sono un «segno distintivo» dei separatisti baschi dell’Eta, che dal 1968 hanno fatto più di 800 vittime in attentati terroristici. Sul posto sono stati trovati frammenti di una pistola. Sul posto sono stati rinvenuti detonatori e altro materiale per attentati.

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Attentato dell’ETA: la situazione nei Paesi Baschi

I Paesi Baschi sono un luogo ben diverso dal resto della Spagna. Lo si avverte subito camminando per le strade pulite e ordinate delle città e dei paesini, rimanendo stupiti di fronte al silenzio e alla tranquillità degli abitanti. Il tutto contrasta con la caotica frenesia che regna sovrana nelle altre città spagnole. Lì si parla l’euskara, questa strana lingua che vorrebbero far passare come un dialetto dello spagnolo quando in realtà si tratta di una lingua di cui non si conosce l’origine e che non è imparentata con nessun altro idioma al mondo.

Attentato dell'ETA

Una comunità autonoma

Ma di cosa si tratta? Di una nazione, di una regione, di una comunità autodeterminata? Un po’ tutte e tre le cose, in realtà. La definizione più corretta sarebbe quella di “comunità autonoma”, ma, come accade nella maggior parte delle comunità autonome spagnole, un buon numero di abitanti la considera una nazione.
Nel senso italiano del termine i Paesi Baschi sono anche una regione. I territori compresi sono le provincie di Álava, Guipúzcoa y Vizcaya. Questo, ovviamente, senza contare i Paesi Baschi francesi, che confinano con quelli spagnoli e comprendono i territori di Lapurdi, Nafarroa Beherea e Zuberoa (in francese Labourd, Basse-Navarre, Soule).

La lingua basca

Con la dittatura franchista, si cercò di abbattere il più possibile tutte le peculiarità delle comunità autonome spagnole. La persecuzione verso il popolo basco fu una delle più cruente, dal momento che i Paesi Baschi erano sempre stati la regione meno spagnola della Spagna. Fu vietato l’uso dell’euskara in atti pubblici e poi, progressivamente, anche nella vita quotidiana. Migliaia di persone, per esempio, furono obbligate a “spagnolizzare” il proprio cognome basco. Fu vietato qualunque movimento nazionalista. Fu messa in discussione l’esistenza stessa di una nazione basca. Questo accanimento contro i Paesi Baschi non fece che peggiorare la situazione e si rivelò una terribile arma a doppio taglio. La rivendicazione della propria autonomia da parte dei baschi divenne molto più insistente, fino a sfociare, nel 1959, alla nascita di una delle più pericolose organizzazioni terroristiche dell’Unione Europea.

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