Attentato a Londra: Isis rivendica l’attacco.

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Il giorno dopo l’attentato di Wenstmister, Daesh rivendica la paternità del nuovo orrore. Lo riferisce il Site (Search for International Terroristic Entities), sito di monitoraggio Usa dei jihadisti sul web, che cita l’Amaq News Agency, organo di propaganda islamista. Secondo quest’ultima l’attacco è da attribuirsi a un “soldato del Califfato”.

Questa tardiva rivendicazione rimanda quindi l’attentatore alla filiera jihadista. L’appropriazione da parte dell’ Isis dell’atto compiuto dall’ennesimo lupo solitario arriva ben 24 ore dopo. Una strategia comunicativa di basso livello, che si ripete dopo gli attentati di analoga matrice avvenuti in Germania negli ultimi mesi. Un segnale che evidenzia l’involuzione in atto della macabra propaganda del Califfo.

Nei giorni in cui si combatte la battaglia finale per Mosul, Daesh non perde solo terreno, ma anche la capacità di raccontare le sue vili gesta. Negli ultimi mesi, i bombardamenti della coalizione internazionale hanno provocato perdite significative tra i leader che si occupano dell’apparato propagantistico. E’ dello scorso ottobre la conferma del Califfato della morte di Wa’il Adil Hasan Salman al-Fayadi, “ministro dell’Informazione” dello Stato Islamico ucciso in un raid aereo nella provincia di Raqqa.

Emulazione da parte di un cane sciolto radicalizzato o atto pianificato all’interno di un più vasto piano di attacco al cuore dell’Europa? Su questo sottile discrimine giacciono intanto i corpi di 3 vittime civili: Aysha Frade, insegnante spagnola di 43 anni, Kurt Cochran, un turista americano in vacanza con la moglie, e l’agente di guardia al Palazzo di Wenstmister Keith Palmer. Lo ha reso noto questa mattina il vice capo della polizia Mark Rowley, precisando che il quarto morto “è ovviamente il terrorista che è stato ucciso sulla scena del crimine”.
Circa una quarantina invece i feriti di diversa nazionalità, di cui almeno 7 in condizioni critiche. Anche due cittadine italiane di Bologna e di Roma sono state colpite dall’assurda corsa del Suv, ma il loro stato di salute non desta particolare preoccupazione.

Per quanto riguarda l’identità dell’aggressore, si tratta di un cittadino britannico: Khalid Massood, 52enne nato nel Kent e con precedenti penali.
Questa mattina il primo ministro britannico Theresa May, riferendo alla Camera dei Comuni, aveva anticipato che l’ aggressore era nato nel Regno Unito, evitando però di fornirne le generalità. Massood era “già conosciuto dai servizi segreti britannici ma era considerato un elemento marginale”. La premier May ha inoltre aggiunto che “ anche se non sono  previsti imminenti ulteriori attacchi il livello di allerta resta alto”.

Nella notte intanto è scattato il raid degli 007 britannici e della squadra Antiterrorismo di Mark Rowley tra Londra e Birmingham. Secondo la stampa britannica, sarebbe stata perquisita la presunta abitazione del terrorista in un quartiere multietnico della città delle West Midlands. Tre inquilini dell’abitazione sono stati portati via dagli agenti per l’interrogatorio, ancora in corso. Anche la macchina usata per la carneficina, una Hyundai Tucson, sarebbe stata affittata da un noleggiatore di Birmingham.

Secondo Rowley l’attentatore avrebbe agito da solo: “non stiamo cercando altre persone per la strage di Westminster, quindi non ci aspettiamo ulteriori minacce”. Ha ribadito comunque che l’atto è stato ispirato dal terrorismo internazionale, aspetto confermato anche dal ministro della Difesa britannico, Michael Fallon, secondo il quale l’attacco è “legato in qualche forma al terrorismo islamico”.

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