Attentati in Sri Lanka, rivendicazione Isis: ritorsione per strage di Christchurch

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Attentati in Sri Lanka: arriva rivendicazione Isis.

Ci sarebbe l’ombra nera e armata dell’Isis dietro gli attentati di Pasqua in Sri Lanka. Lo Stato islamico, infatti, ricorrendo alla sua agenzia di stampa di propaganda, Amaq, ha rivendicato gli attacchi in serie effettuati domenica 21 aprile nel Paese dell’Asia meridionale, che al momento hanno provocato la morte di ben 321 persone innocenti. Tuttavia c’è da sottolineare che, al di là del comunicato ufficiale, fino ad ora i terroristi islamici non hanno fornito alcuna prova certa della loro responsabilità diretta.

Nelle dichiarazioni diramate da Amaq si legge che coloro che hanno condotto l’attacco contro i cristiani e membri della coalizione statunitense sono dei veri e propri “combattenti dello Stato islamico”. In un secondo momento, i jihadisti hanno fatto circolare una foto che mostrerebbe i volti dei kamikaze che hanno provocato la strage di Pasqua in Sri Lanka, la cui autenticità è ancora tutta da confermare: nell’immagine si può notare la presenza di un uomo con la barba e a volto scoperto mentre tiene un fucile con la mano sinistra, spalleggiato da altre sei persone con i visi coperti dalla kefiah che dovrebbero essere gli altri terroristi suicidi. Alle spalle del piccolo gruppo si vede chiaramente una bandiera dell’Isis.

Anche le istituzioni governative dello Sri Lanka sostengono la tesi dell’attacco terroristico guidato dallo Stato Islamico, con il ministro della Difesa Ruwan Wijewardene che, durante un intervento in Parlamento, ha rivelato che i vari attentati sarebbero stati organizzati e portati a compimento come ritorsione per quanto accaduto il 15 marzo a Christchurc, in Nuova Zelanda, quando nel corso di due sparatorie hanno perso la vita circa 50 musulmani. Il governo, inoltre, ha aggiunto che, stando alle informazioni in suo possesso, i gruppi terroristici coinvolti nelle esplosioni del 21 aprile sarebbero il National Thawheed Jamaat e il Jammiyathul Millathu Ibrahim. Entrambi sarebbero stati supportati da una più ampia organizzazione internazionale, nella quale sarebbe coinvolto anche l’Isis.

Sri Lanka: Isis rivendica attentati.

Intanto il numero delle vittime della strage di Pasqua continua drammaticamente a crescere: attualmente si parla di 321 morti, tra i quali ci sarebbero 45 bambini (secondo i dati riportati dall’Unicef) e addirittura 500 feriti. Quest’oggi, martedì 23 aprile, presso la chiesa di Negombo si sono tenuti i primi funerali di massa. Il governo naturalmente ha proclamato il lutto nazionale e ha introdotto lo stato di emergenza, provvedimento quest’ultimo che va ad unirsi al coprifuoco introdotto dalle 20 alle 4 del mattino. Nel frattempo le indagini degli inquirenti locali avrebbero già portato all’arresto di circa 40 persone che potrebbero aver ricoperto un qualche ruolo nell’organizzazione degli attentati.

Christchurc: il luogo della strage del 15 marzo.

Sta facendo discutere la decisione delle autorità governative dello Sri Lanka di bloccare tutti i social network (Facebook, WhatsApp e Instagram soprattutto) dopo i sanguinosi attacchi del 21 aprile. Infatti, nonostante l’introduzione di queste misure cautelari, diverse critiche stanno piovendo sull’esecutivo perché ci sarebbero state delle lacune nella gestione della sicurezza. Sembra che alcuni rapporti dell’intelligence indiana avessero avvertito le istituzioni del rischio di numerosi attentati lungo il Paese a stretto giro, ma pare che questi avvisi siano stati sottovalutati.

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