Attacco Parigi, indaga la Procura Antiterrorismo francese

Identificato il killer, era noto agli 007 francesi. Massima allerta per le elezioni di domenica.

0
452

Parigi prova a dare segni di normalità. Lo shock non è ancora passato del tutto, ma la popolazione locale, insieme all’intera Francia ferita al cuore ieri per l’ennesima volta, non può che rialzarsi e sfidare il comune nemico invisibile. Il terrorismo ha colpito ancora e lo ha fatto in un momento, importante e delicato, per la vita del Paese perché i francesi sceglieranno, tra poche ore, da chi saranno governati nei prossimi anni.

Le autorità continuano a ripetere che l’atto, rivendicato su internet dall’Isis, ha rappresentato “un gesto isolato” e che la sicurezza verrà garantita. Lo sarà soprattutto ai seggi e ai candidati della competizione elettorale, interrotta subito dopo le prime notizie della sparatoria, con l’ausilio di settemila agenti in aggiunta ai cinquantamila poliziotti già in allerta.

La decisione di rafforzare la vigilanza è stata presa, nella prima mattinata di oggi, dopo una riunione urgente, all’Eliseo, tra il Presidente Francois Hollande, il Premier Bernard Cazneuve e i vertici dei servizi segreti.

Tutti definiscono l’aggressione dei tre poliziotti, di cui uno è rimasto ucciso e gli altri due feriti nella zona degli Champs Elysees, un attentato e le indagini sono state affidate, pertanto, alla Procura nazionale Antiterrorismo.

Il killer deceduto nel conflitto a fuoco con i gendarmi, da quanto si è appreso, era il trentanovenne francese Karim Cherufi e viaggiava con un’auto Audi 4 a bordo della quale sono state trovate armi bianche, tra cui un coltello da cucina, ma anche un fucile a pompa. Era ritenuto, dagli 007, un “soggetto radicalizzato” arrestato a febbraio, ma poi rilasciato. Sono stati fermati, inoltre, tre suoi parenti trovati nella sua abitazione, che è stata perquisita, situata nella regione dell’Ile de France.

Rimane l’incognita, nonostante la secca smentita del Ministero degli Interni, sulla presenza di un eventuale complice, la cui fotografia era stata diffusa dai media, che sarebbe arrivato dal Belgio. Youssouf el Osri si è presentato, spontaneamente, in mattinata al commissariato della polizia di Anversa, dichiarando la propria innocenza e la Procura federale belga ha dichiarato che, al momento, “non c’è nessun legame tra l’attacco di Parigi e il nostro Paese”.

Gli effetti del tragico episodio si sono riversati sulla campagna elettorale francese. La candidata alla presidenza, Marine Le Pen, ha detto di aspettarsi “altri attentati prima di domenica”, dato che lo Stato Islamico “ha inviato almeno un terrorista che è ancora in giro”. Il rivale, Francois Fillon, le ha risposto, invece, dichiarando: “Certi candidati fanno la scelta dell’oltraggio e della paura”, ribadendo quindi il proprio impegno, in caso di vittoria, nella lotta contro il terrorismo nei prossimi cinque anni.

Durissimo affondo anche del Premier, Cazneuve, che ha accusato la leader del Front Nationale di incentivare “senza vergogna la paura per fini elettorali a due giorni dal voto”.

Commenti