Attacco hacker, violata la privacy

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Le sanzioni nel 2018 effettuate dal garante della privacy hanno raggiunto il 115% in più rispetto al 2017, ed ammontano a circa 8 milioni 160 mila euro la gran parte delle contestazioni fatte dal Garante, in seguito alle segnalazioni pervenute, che sono circa 700 e riguardano in particolar modo l’illecito trattamento dei dati personali in ambito di telemarketing, sicurezza dei dati, violazione delle banche dati, mancanza di informazione al trattamento dei dati agli utenti, ed omessa esibizione dei documenti al Garante della Privacy. Allo stato attuale, sicuramente con i continui attacchi informatici, le incessanti fake news che si leggono ogni giorno, i fenomeni di cyber bullismo, si attende una risposta concreta da tutti gli operatori informatici, le persone che fruiscono dei mezzi tecnologici, di una vera e concreta applicazione delle regole sancite nel GDPR.

Il tema della privacy e della sicurezza è molto delicato, nei giorni scorsi sono finiti nel mirino del gruppo Hacker Anonymus le caselle pec di 30.000 avvocati romani tra cui figura anche la casella pec del sindaco di Roma Virginia Raggi. La diffusione di tali dati, come altri, basta pensare ai casi di Facebook e Cambridge Analytica, resta molto pericoloso in grado di poter condizionare persino l’esito di una votazione elettorale.

Ancora nei giorni scorsi, si era verificato un altro attacco Hacker, contro l’operatore telefonico Vodafone, erano stati bucati i dati di utenti privati, numeri di telefono ed email, la notizia era stata riportata su Twitter proprio dal gruppo Hacker LulzSec, che aveva inserito il link invitando tutti gli utenti ad andare a visitare il sito contenente le informazioni pubbliche degli ignari clienti di Vodafone.

Per concludere sempre alcuni giorni fa, era sorta una polemica sull’app di Eni Gas, tutti gli utenti che cercavano di scaricare l’app per controllare la fattura elettronica, veniva chiesto il consenso per accedere ai contenuti multimediali sul proprio dispositivo. Eni saputo del fatto, ha preso subito le distanze, ribadendo che non erano loro a richiedere questo tipo di consenso ma è una funzionalità del sistema Android per tutti coloro che  scaricano applicazioni con Android. L’app di Eni Gas è stata creata in modo tale che l’utente possa accedere per consultare solo le fatture e la stessa società non può accedere ad altre informazione dei clienti.

Il tempo è scaduto, il 16 maggio è stato l’ultimo giorno utile per mettersi in regola con le norme sulla privacy, c’è stata una fase di tolleranza ma da ora in poi scatteranno delle multe salate per tutti coloro che non rispetteranno il regolamento sulla privacy introdotto in Italia un anno fa.

Oramai come è noto, in base al regolamento UE 2016/679 GDPR, ci sono delle regole fondamentali da rispettare, per tutte le piccole e le grandi imprese che gestiscono dei dati personali, dati sensibili, delle fotografie di terzi. Si ricorda che le multe sono salate sono previste sanzioni fino a 20 milioni,  per le imprese più grandi  fino al 4% del fatturato mondiale annuo del bilancio precedente. In questo settore c’è tanto ancora da lavorare, sperando che non si complica la vita alle piccole imprese, i piccoli imprenditori imprigionandoli in una rete burocratica.

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