Attacco all’impianto nucleare di Natanz: identificato il sabotatore

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Attacco impianto nucleare di Natanz

Il 17 aprile, le forze di sicurezza identificano chi portò a termine l’attacco all’impianto nucleare di Natanz. Tuttavia, l’individuo è riuscito a fuggire dal paese in tempo. Le autorità stanno facendo sforzi importanti per arrestarlo e riportarlo nel paese.

Chi ha pianificato l’attacco all’impianto nucleare di Natanz?

l’Iran ha annunciato ufficialmente di aver identificato l’uomo che, secondo Teheran, è responsabile del sabotaggio all’impianto di arricchimento dell’uranio di Natanz. Si dice che sia riuscito a fuggire dal paese alla vigilia dell’incidente. Secondo il rapporto, il sospetto è un cittadino iraniano di 43 anni, Reza Karimi. Il sospettato del sabotaggio all’impianto nucleare di Natanz ha lasciato l’Iran ore prima dell’esplosione. L’attacco a Natanz è inizialmente indicato solo come un’interruzione di corrente, per poi confermare un attacco.

L’attacco all’impianto nucleare di Natanz, bomba o cyber-attacco?

L’11 aprile, si è saputo che c’è stato un incidente nella rete di distribuzione elettrica del complesso nucleare di Natanz. Questo, ha interrotto il funzionamento delle centrifughe di arricchimento dell’uranio. L’impiegato sospettato potrebbe aver introdotto di nascosto la bomba nell’impianto per poi piazzarla nelle centrifughe. Teheran crede che Israele sia coinvolto nel sabotaggio. L’incidente è avvenuto nella rete di distribuzione dell’elettricità presso l’impianto di arricchimento dell’uranio l’11 aprile. La società di gestione del sito ha riferito che non ci sono state vittime e non c’è stata contaminazione ambientale. Lo stesso giorno la radio statale israeliana Kan ha riferito, citando fonti di intelligence occidentali, che Tel Aviv era dietro l’incidente iraniano. Si presume che questo sia stato un cyber-attacco israeliano in cui il Mossad è coinvolto.


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L’attacco all’impianto di Natanz doveva far fallire i negoziati

Il vicepresidente iraniano e capo dell’Organizzazione per l’energia atomica del paese Ali Akbar Salehi affermava che: “l’attacco all’impianto nucleare è un fallimento di coloro che si oppongono ai negoziati per ripristinare l’accordo nucleare. Questo, per togliere le sanzioni da Teheran. Il problema era il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), che prevedeva la revoca delle sanzioni in cambio della riduzione del programma nucleare dell’Iran“. Il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif affermava che: “Israele è coinvolto in un incidente in un impianto nucleare a Natanz. Le azioni di Tel Aviv avevano lo scopo di far deragliare i negoziati sull’accordo nucleare. I politici e i militari israeliani dicono apertamente che non permetteranno il progresso e la revoca delle sanzioni, oggi pensano di aver raggiunto il loro obiettivo. La risposta di Israele sarà un maggiore progresso sulla questione nucleare”.

Come risponderà l’Iran a questo attacco?

“La risposta dell’Iran sarà una ritorsione contro il regime israeliano al momento opportuno. Non c’è stato alcun danno alle persone o all’ambiente nell’impianto nucleare di Natanz, ma avrebbe potuto portare a un disastro, che è un crimine contro l’umanità”, ha detto anche il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh. Già il 13 aprile, il viceministro degli Esteri iraniano Abbas Arakchi ha detto che: “l’Iran ha già iniziato a lavorare per arricchire l’uranio fino al 60%. Inoltre, le autorità iraniane intendono installare altre mille centrifughe in un impianto nucleare a Natanz”.