Attacco ai musei di Berlino: danneggiate 70 opere d’arte

0
250

Atto ingiustificabile e assolutamente da condannare, l’attacco ai musei di Berlino è un colpo inferto direttamente alla memoria della cultura classica europea. L’attentato risale allo scorso 3 ottobre e il responsabile è stato subito fermato e arrestato dalla polizia della capitale tedesca. Purtroppo non è la prima volta che accade. Nel 2017, Berlino aveva già subito il furto di un manufatto artistico di grande valore e la notizia aveva fatto il giro del mondo. L’attacco ai musei di Berlino è il più grave danno perpetrato all’arte antica mai avvenuto in Germania: ben 70 opere sono state sfregiate.

Attacco ai musei di Berlino, cosa sappiamo?

Si tratta dell’attacco all’arte classica più disastroso avvenuto in Germania dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Eppure ci sono volute due settimane prima che la notizia fosse resa nota alla stampa europea. Circa 70 capolavori sono stati rovinati con della sostanza oleosa spruzzata loro in superficie. Tutto questo è avvenuto nella Museumsinsel, l’isola situata nel centro di Berlino che comprende alcuni dei musei più importanti della capitale.

Secondo le fonti ne sarebbero stati colpiti cinque, tra cui il Pergamon, il Neues Museum e la Alte Nationalgalerie. Tra le opere danneggiate ci sono sculture, dipinti e sarcofagi egizi di inestimabile valore storico-artistico, memorie di un glorioso passato macchiate dalla mano di un terrorista. Proprio così. Il sospetto responsabile di tale orribile gesto è Attila Hildmann, cospirazionista e sostenitore dell’ultra destra tedesca. Hindmann avrebbe colpito il Pergamon in particolare poiché da lui considerato come la casa del trono di Satana. L’attacco ha avuto luogo il 3 ottobre, in occasione dell’anniversario della riunificazione della Germania, certamente non una data casuale.

Attila Hildmann: il terrorista responsabile dell’attacco ai Musei di Berlino

Attualmente non è chiaro se l’attentato al Museumsinsel berlinese sia legato all’anniversario della riunificazione tedesca. I quotidiani locali hanno però messo in luce una verità inquietante. Attila Hindmann avrebbe infatti postato sui suoi canali social alcuni messaggi minacciosi, suggerendo l’attacco al magnifico Altare di Pergamo, conservato proprio nel Pergamon. A giugno Hindmann avrebbe minacciato anche l’ Alte Nationalgalerie. Nel mese di agosto, mentre il Pergamon era chiuso a causa della pandemia da coronavirus, egli avrebbe descritto il museo come “il covo dei satanisti globali e dei criminali responsabili della diffusione del virus”.

Chi è Attila Hindmann?

Telechef di 39 anni, Attila Hindmann è diventato famoso come cuoco vegano partecipando a diverse trasmissioni televisive e scrivendo un libro in cui racconta di come la dieta vegana lo avrebbe aiutato a perdere circa 35 kg. Nato nella allora Berlino Ovest, Hindmann è di origine turca. Nel 2015, commentando la crisi dei migranti in Europa afferma: ” L’integrazione in Germania è un problema serio a causa del passato della nazione, il risultato di un processo continuativo di auto-mutilazione della cultura e dei valori tedeschi”.

Vicino al pensiero dell’ultra destra, Hindmann è un fervente sostenitore del nazionalismo tedesco. Attila Hindmann è noto anche per essere un negazionista della pandemia, in quanto ha affermato trattarsi di una cospirazione a livello mondiale, forse organizzata dalla stessa comunità ebraica, accusata dal terrorista di voler “estirpare la razza tedesca”. Hindmann ha accusato la Germania di essere al servizio di Bill Gates, il quale starebbe promuovendo una campagna di vaccinazione contro il Covid-19 per poter controllare tutti gli uomini di tutti gli stati.

Commenti