Attacco a base russa da gruppo terroristico tramite un’autobomba

La Russia risponde duramente all'attacco dinamitardo alla sua base in Siria

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attacco a base russa

Una base militare russa subisce un attacco nel nord-est della Siria da autobomba esplode nelle sue vicinanze. Questo è il primo attacco jihadista di questo tipo nella zona contro l’alleato di Damasco. Attualmente ci sono diversi feriti nell’attacco dopo la mezzanotte nella zona di Tal Saman, nella provincia di Raqa. La base è situata in una zona più ampia controllata dalle forze curde, ma dove sono presenti anche le forze dell’Esercito Arabo Siriano.

Chi rivendica l’attacco alla base russa?

Una dichiarazione diffusa sui social media e attribuita al gruppo jihadista Hurras al-Qaeda collegato al Hurras al-Din ha rivendicato l’attacco. Due uomini hanno parcheggiato un pickup carico di esplosivo fuori dalla base e sono fuggiti. Si può benissimo affermare che è un raro assalto di questo tipo da parte delle Hurra al-Deen nella zona. E’ il primo attacco diretto contro una base russa nel nord-est della Siria. L’Hurras al-Deen ha combattenti nell’ultimo grande bastione ribelle del Paese nella regione nord-occidentale dell’Idlib, ma molto raramente opera al di fuori di quell’area.

Chi è Hurras al-Din?

Hurras al-Din è nata il 27 febbraio 2018 dalla fusione di sette fazioni ribelli siriane. Altre dieci fazioni ribelli minori si sono aggiunte al gruppo nei mesi successivi alla sua formazione, tutte con una storia di legami ideologici e di leadership con al-Qaeda. Almeno la metà dei 700-2.500 membri del gruppo sono stranieri. HaD è dichiaratamente fedele ad al-Qaeda e la sua leadership è dominata da veterani non siriani di al-Qaeda. La leadership dell’HaD è divisa lungo due correnti ideologiche. Una che segue gli insegnamenti dello studioso di al-Qaeda Abu Muhammad al-Maqdisi e l’altra che segue il chierico libico Jamal Ibrahim Ashityawee al-Musratti. Nonostante le sue piccole dimensioni, l’HaD sostiene di aver effettuato oltre 200 attacchi nelle province siriane di Idlib, Latakia, Hama e Aleppo. Leadership e combattenti sono per lo più disertori dell’ex affiliato siriano di al-Qaeda, il Fronte di Nusra, ora noto come Hayat Tahrir al-Sham.

Attacchi precedenti alle forze russe presenti in Siria

L’attacco dinamitardo alla base russa in Siria non è ne il primo e sicuramente non sarà l’ultimo. Nell’ultimo semestre del 2020 questi attacchi sono stati più frequenti. L’attacco dinamitardo alla pattuglia congiunta russo turca dove rimangono feriti 3 soldati russi. Nonché la recente morte del generale russo Valery Grigorievich Asapov da esplosione di mina anticarro. Durante gli ultimi 5 anni presente nel territorio siriano l’esercito russo affrontava diverse sfide. Gruppi armati a Idlib tentano regolarmente di attaccare la base aerea di Hmeimimim nella provincia di Lattakia. Ultimamente l’esercito russo e l’esercito siriano sventavano diversi attacchi con droni e mortai lanciati dai militanti sulla base aerea. Distruggendo decine di droni e razzi lanciati da sistema a lancio multiplo.

Risposta russa all’attacco subito a fine anno.

La risposta all’attacco alla base russa è rapida ed efficace. Dopo aver ricevuto tutte le informazioni. Due elicotteri da combattimento entrano in azione 2 ore dopo. In coordinazione con le forze speciali della GRU che individuano i bersagli da distruggere. L’operazione è durata circa 30 minuti e causa gravi danni al gruppo terroristico Hurras al-Din. Tra gli obbiettivi acqusiti anche un depot di esplosivi. “Bisogna reagire subito a questo tipo di attacco. Siamo verso la fase finale della soluzione del conflitto in Siria. La risposta è risolutiva”, affermava un ufficiale russo.


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