Atletica Leggera – Diretta streaming Kinder e Sport Cup

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Alessia Trost torna alle origini. La campionessa europea under 23 di salto in alto è la testimonial del trofeo per regioni Kinder+Sport Cup, in scena sabato 12 e domenica 13 ottobre allo stadio Picchi di Jesolo (Venezia) e come da tradizione abbinato alla quarantesima edizione dei Tricolori Cadetti. Trost ha in bacheca ben due ori nella manifestazione: nel 2007 e nel 2008, un anno prima di vincere l’oro ai campionati mondiali Allievi di Bressanone. A Jesolo gli atleti iscritti superano quota 900, in rappresentanza di 21 rappresentative regionali. Oltre alla Kinder+Sport Cup per la più forte rappresentativa regionale si assegnano anche 34 titoli individuali in una categoria che quest’anno conta già cinque MPN: dell’emiliano Michele Brini nel pentathlon, di Marta Zenoni (Atl. Brusaporto) nei 1000 e 2000 metri e di Gioi Spinello (Fiamme Oro) nei 300hs (43.2 manuale). E poi le ragazze dell’Emilia-Romagna, in tre in testa alle liste degli 80 metri (Zaynab Dosso, Laura Fattori ed Eleonora Iori) e parte di una 4×100 che con 47.87 ha già saputo migliorare il limite per rappresentative regionali.
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A livello tecnico si parte dalla considerazione che non sarà facile confrontarsi con la classe ’97, una generazione che ha segnato un’epoca della categoria. Basti pensare che nel 2011, sempre a Jesolo, i cadetti al primo anno conquistarono ben dieci titoli, un autentico exploit per questa fascia di età confermato praticamente al completo l’anno successivo: e non è stato un fuoco di paglia, visto che poi molti di quei ragazzi hanno fatto bene già nello scorso luglio al debutto internazionale nei Mondiali allievi di Donetsk (parliamo dei vari Noemi Stella, Yohannes Chiappinelli, Nicole Reina, Filippo Lari, Elena Bellò, Anna Schena, Andrea Federici, Ilaria Casarotto, Rebecca Sartori, Julia Calliari e altri). La classe ’98 si presenta competitiva, anche se nella passata edizione nessun titolo venne assegnato ai debuttanti nella categoria: ed invece le risultanze di questa stagione danno nuovamente un capolista al primo anno (nati nel ’99) in ben 10 specialità. Queste le premesse, vedremo come andrà nel fine settimana allo Stadio Picchi.
VELOCITA’ – Quello che salta agli occhi è la “entry list” degli 80m femminili: parecchie le ragazze con accrediti sotto i 10″ e le prime tre sono emiliane con in testa l’ivoriana di Rubiera Zaynab Dosso (Corradini Excelsior, classe ’99, 9.88) e le altre protagoniste della 4×100 da record di Fidenza, Laura Fattori (Atl. Reggio) ed Eleonora Iori (Mollificio Modenese: la quarta era l’ostacolista Elisa Maria Di Lazzaro). La primatista italiana dei 300 ostacoli, Ilaria Verderio (Atl. Gessate), è invece la capolista della distanza piana (40.00). Nei piani alti della lista anche la rodigina Emma Girardello (Rodigium Team), che lo scorso anno fu protagonista nella finale vinta da Anna Schena. Oggettivamente le premesse del settore maschile non sono ugualmente stimolanti: livello medio, con il “fratello d’arte” Filippo Tortu (scuola Riccardi, figlio del campione master Salvino e fratello del nazionale giovanile Giacomo) a 9.11, davanti al reggiano di nazionalità romena Andrei Zlatan (Atl. Reggio, 9.16), novità stagionale. Per la staffetta i favori del pronostico vanno però al quartetto del Friuli-Venezia Giulia, che schiera il miglior velocista, Sebastian Simonetti (Lib. Tolmezzo), nei 300 metri: e vedremo se si sarà trattato di una giusta scelta per il ragazzo di Arta Teme.
MEZZOFONDO – Alzi la mano chi osava pensare ad un miglioramento immediato dei primati cadette di Nicole Reina: l’irrompere sulla scena di un’altra lombarda, Marta Zenoni (Atl. Brusaporto, sorella minore dell’azzurra di Donetsk, Federica), ha sconvolto le gerarchie e le liste di sempre. La bergamasca di Pedrengo ha compiuto 14 anni lo scorso 9 marzo e già al primo anno nella categoria ha riscritto il record dei 1000 (2:46.79) e soprattutto quello dei 2000 metri (6’07″34): a Jesolo farà la distanza più breve, dove vanta un gap di quasi 10 secondi sulla seconda delle iscritte (la pugliese della Don Milani Melania Barulli, 2:55.1). Decisione molto saggia, perché sui 2000 metri la favorita è invece la veronese Francesca Tommasi (Insieme New Foods), quarta nella lista di sempre con 6:16:43: e soprattutto si deve ricordare che la veneta fece soffrire non poco proprio Nicole Reina in occasione della prova tricolore dello scorso anno. Anche qui le prospettive del settore maschile non sono così succose: però è interessante trovare in testa nei 1000 metri un ragazzo al primo anno come Samuele Angelini, 2:37.96 al “Ceresini”, tra l’altro portacolori di quella Spectec Atl. Carispezia che l’anno scorso espresse la campionessa al femminile, Chiara Ferdani. Per ora però né lo spezzino, né gli iscritti ai 2000 metri – lista capeggiata dal lombardo di Erba Samuele Nava (5:48.82) – possono proporre un confronto con il passato prossimo della categoria, interpretato da Yemaneberhan Crippa e da Yohannes Chiappinelli (ossia due finalisti dei recenti Mondiali U18 in Ucraina). In ogni caso l’incertezza potrebbe favorire la competizione sotto il profilo spettacolare: due gare da vivere.
OSTACOLI – Loris Manojlovic (Atl. Collection) si schiererà sui 100hs: in realtà l’eclettico marchigiano di San Benedetto del Tronto avrebbe potuto essere protagonista in più di una specialità. Compresi i 300hs, dove in tre si presentano con accrediti sotto i 40″: il pugliese Antonio Cellamare (Athletic Team Barletta, 39.3 al “Musacchio”), il friulano Davide Gottardis (Trieste Trasporti, 39.45) ed il bergamasco di origini nigeriane Emmanuel Ihemeje (Atl. Estrada, 39.97). In campo femminile, situazione analoga a quella dello sprint per le velociste emiliane: qui tre su quattro tra le migliori iscritte sono friulane – anzi triestine – Irene Giovannini (Trieste Trasporti), la figlia d’arte Martina Millo (Pol. Triveneto, emigrata dal salto in alto) e la migliore del ’99, Anna Bionda (Fincantieri Wartsila). La quarta della staffetta-record dell’Emilia-Romagna, Elisa Maria Di Lazzaro (Avis Fidenza, ma anche lei triestina d’origine), è l’outsider di turno: anche perché la storia recente della specialità ha insegnato che le credenziali di partenza sono spesso sconvolte dal verdetto della pista. A proposito di eventi accidentali: la caduta in batteria sofferta nella passata edizione da Ilaria Verderio, ha probabilmente indotto la primatista italiana dei 300hs a provare le sue ambizioni sulla distanza piana. E così Gioi Spinello (Fiamme Oro), ossia la detemtrice della MPN manuale (43.2) potrebbe avere via libera sulle barriere. La veneta è capolista stagionala anche del pentathlon e nella passata edizione aveva gareggiato proprio nelle prove multiple.
SALTI – Qui i probabili “crack” della categoria sono soprattutto al maschile: soprattutto l’astista Max Mandusic (Pol. Triveneto, capolista anche nei 100hs), il triestino che in questa stagione ha provato a migliorare il primato italiano di Luigi Colella (4.56) dopo aver saltato 4.50 ai Regionali di Gorizia. Ma se Mandusic, fiero avversario del romano Leonardo Azara nella lotta per il titolo della passata stagione, ha un vantaggio decisamente rassicurante sulla concorrenza (il secondo degli iscritti è a 3.80), la situazione dell’alto è invece estremamente interessante: in cinque sono andati sopra quota 1.90 e il migliore, il lombardo Andrea Motta (Atl. Cassano d’Adda) è un cadetto al primo anno capace di 1.96, oltre che campione italiano studentesco a Roma. In crescita Stefano Sottile (Atl. Valsesia, 1.95) e Simone Busnardo (Marconi Cassola, 1.94). Livello non paragonabile, almeno in partenza, nei salti in estensione: qui due capolisti laziali, nel lungo Gianluca Pomponi (Olimpia Nettuno, ossia il gruppo che ha espresso in tempi recenti Valentina Kalmykova e Sarah Selleroli) e nel triplo Filippo Morseletto (Pol. Castello), figlio d’arte romano, visto che papà Gianluca è tuttora un esponente del movimento master in una carriera iniziata da giovanissimo. Quanto alle ragazze, ha fatto sensazione il grande miglioramento di Gloria Gollin (classe ’99, Marconi Cassola), che ha saltato 5.80 ai recenti Regionali di Caprino Veronese: si tratta della seconda prestazione di sempre per ragazze al limite dei 14 anni dopo il 5.90 di Simona La Mantia nel ’97. Ovviamente si attende una conferma dalla giovanissima vicentina (discreta specialista di multiple), incalzata dall’ivoriana di Asti Leila Kone (Pol. Mezzaluna Villanova, 5.61) e attendendo sempre la giuliana Adriana Pizzuti (Trieste Trasporti), tra le protagoniste della passata edizione. Un solo centimetro – 11.74 contro 11.73 – divide nella lista delle iscritte le due migliori del triplo, ossia Sara Biricotti (scuola Atletica Livorno) e la sarda Sara Zoccheddu (Atl. Oristano), capolista lo scorso anno nel lungo ragazze. Si fa apprezzare la profondità dell’alto cadette, dove la metà delle concorrenti può presentare un PB da oltre 1.60: anche se l’1.69 di Erika Marchetti (Cus Pisa Atl. Cascina), la capolista, non può azzardare un confronto tecnico con i precedenti specifici nella categoria, atlete titolate come Alessia Trost o Erika Furlani. Da segnalare, in una stagione non esaltante, il recentissimo 3.40 firmato nell’asta da Gaia Guadagnini (safatletica).
LANCI – Attenzione alle ragazze terribili del ’99: la campionessa studentesca del peso Sydney Giampietro (Metanopoli, 14.74: una misura che avrebbe consentito all’oriunda milanese di vincere il titolo allieve una settimana fa) e la toscana Elena Varriale (Atl. Prato), che può insidiare molto da vicino grazie al suo 39.88 la capolista stagionale del disco Matilda Chelli (Lib. Runners Livorno, 39.95). Di certo conforta vedere due cadette nei pressi dei 40 metri dopo le stagioni non brillantissime del “dopo-Basile”. Capolista toscano anche in campo maschile, il grossetano Giacomo Marinai (Banca Marenna, 45.05). Come la milanese Giampietro, altro ragazzo al primo anno nel peso maschile: è il reatino Andrea Proietti (Stud. Cariri), che proverà a ripercorre le orme iniziali del neo-primatista allievi Sebastiano Bianchetti e in ogni caso avrebbe potuto cimentarsi con buone credenziali anche nel martello e nel giavellotto. Quest’ultima specialità cerca protagonisti in entrambi i settori: capolista al maschile è l’ultimo esponente di una tradizione gloriosa come quella dell’Asa Ascoli, Simone Comini (57.73), mentre la lista cadette – con un buon numero di ragazze oltre i 40 metri – è capeggiata dalla lombarda Francesca Bolpagni (Atl. Rodengo Saiano, 45.51). Se l’abruzzese Alessia Beneduce (Atl. Ciro Quaranta) è l’unica oltre i 50 metri nel martello con il suo recentissimo 52.71 ottenuto al “Musacchio”, in campo maschile la situazione è molto più ingarbugliata: un interrogativo che potrebbe coinvolgere anche l’ennesimo prodotto del settore giovanile della finanza a Osta, il romano classe ’99 Omar Chirico (Fiamme Gialle Simoni, 56.98), in partenza alle spalle del lombardo Marco Leone (Atl. Brianza) e del piemontese Alessandro Martinengo (Alfieri Asti), entrambi oltre i 57 metri.
MARCIA – Ci riprova Pietro Zabbeni (Atl. Villanuova ’70), probabilmente ancora “scottato” per la squalifica all’ultimo giro sofferta nella passata stagione, quando era in testa: anche quest’anno il marciatore bresciano vede in un esponente della Don Milani, Roberto Specchia, il suo rivale più temibile. Sul piano cronometrico, questi due ragazzi hanno riportato la specialità ai migliori livelli di sempre – sono secondo e quinto nella lista “all-time” – rispettivamente 17:27.20 e 17:35.26. Solito outsider, sempre pugliese, il brindisino al primo anno Nicolas Fanelli (Atl. Cisternino). Invece la situazione al femminile propone una variazione sul tema dopo l’era Don Milani: torna in auge la scuola romana, con la portacolori delle Fiamme Gialle Simoni Anthea Mirabello (una delle promettenti gemelline di Cassino, in gara anche la sorella Angelica): non compare infatti tra le iscritte a capolista stagionale Tinca Gardenghi, dominatrice la scorsa stagione nella categoria ragazze. Notazione a margine, di pura marca statistica, il gruppo tarantino di Tommaso Gentile ha già pronte proprio tra le “ragazze” un paio di “deb” che marciano ai ritmi di Noemi Stella alla stessa età: una, Ida Mastrangelo, è addirittura nel 2001 (9:16.7 sui 2000m), l’altra è Alessandra Lentini. Tra le U14 di questa stagione, sicuramente la giavellottista romana Carolina Visca (45.71 con l’attrezzo seniores!) avrebbe potuto ambire al titolo cadette della specialità. Senza dimenticare – almeno per il podio – la figlia d’arte trentina Nadia Battocletti (2:56.71) sui 1000m e fors’anche la pesista campana Giorgia Romano.
PROVE MULTIPLE – Abbiamo ricordato il risultato – a suo modo storico – ottenuto poche settimane fa da Michele Brini (Atl. Lugo, 4006), primo cadetto oltre i 4000 punti: il romagnolo si era rivelato soprattutto come lunghista e ostacolista nelle categorie non agonistiche, ma ora può vantare anche il giavellotto tra i suoi punti di forza e così il miglioramento nel programma del pentathlon cadetti è stato quasi matematico. Molto più fluida la situazione nel settore femminile, anche se il livello tecnico non è paragonabile in partenza a quello delle stagioni recenti: tre sopra i 4000 punti – con valenza sicuramente diversa rispetto alla tabella maschile – e favori del pronostico ad Alice Lunardon (Fiamme Oro, 4070) e a Sofia Ronchetti (Pol. Bienate Magnago, 4067). Ma attenzione anche a Nicole Del Bianco (Pol. Azzanese), la friulana che avrebbe potuto dire la sua anche per il titolo se si fosse schierata nell’alto.

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