Ateliers Alfonso Femia: educazione all’architettura

Uno studio di architettura che realizza progetti in cui la materia interagisce con gli spazi

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Architettura regolata
Alfonso Femia

Ateliers Alfonso Femia è uno studio di architettura internazionale con sede a Genova, Milano e Parigi. L’esperienza maturata in più di 25 anni di attività progettuale si riflette nella profondità di approccio ai temi più sensibili della città e del territorio.


Alfonso Femia: architettura responsabile e generosità


Qual è l’approccio al lavoro di Atelier Alfonso Femia?

Fondatore è Alfonso Femia. Nel 1995, ideatore e co-fondatore di 5+1, nel 2005 trasformato in 5+1AA che ha poi mutato la sua denominazione nell’attuale. Un viaggio continuo, segnato da tappe ed evoluzioni significative, che ha sempre messo al centro il progetto come strumento di dialogo. 

La formazione di Femia

Ha svolto attività accademica alla Kent State University di Firenze, alle facoltà di Architettura di Ferrara e di Genova e era visiting professor all’Università di Hong Kong. È docente alla Scuola di Architettura dell’Università Federico II di Napoli, all’Università degli Studi di Cagliari e alla Scuola di Architettura del Politecnico di Torino. Il suo impegno professionale si distingue perché affianca all’attività progettuale un serio e approfondito lavoro di ricerca sviluppato sul fronte teorico e laboratoriale. Inoltre, si occupa di indagini sul territorio, dialoghi sul campo che creano connessione tra l’architettura, le persone, le loro narrazioni e geografie. È autore di numerosi libri, La Bonne Ville, scritto a quattro mani con Paul Ardenne, I’m an architect, biografia professionale. Ha pubblicato anche Scuola Social Impact e Tempodacqua.

Gli ambiti di azione di Ateliers Alfonso Femia

Sono sei i filoni di ricerca indagati: il cambiamento climatico con “Tempodacqua”; il territorio mediterraneo con “Mediterranei Invisibili”; la materia, “Right to matter. Poi si sofferma sulla scuola, “Scuola Social Impact”; la città, “500×100” e “Regard(s)”. Il sesto campo “Realismo Immaginario” unisce la dimensione dell’immaginario alla realtà progettuale. L’appartenenza fisica a tre geografie differenti e complementari, Genova, Milano e Parigi, caratterizza un atipico aspetto professionale, una contaminazione continua di storie e memorie territoriali. Si tratta quindi vera e propria educazione sentimentale all’architettura che trova sintesi in una dimensione idealmente unica. Da qui nasce la volontà e l’impegno di creare, proprio a partire dagli Ateliers, un particolare approccio ai temi e alla complessità della città contemporanea.

Alcuni progetti realizzati

Tra i suoi progetti più recenti si annoverano la Dallara Academy a Parma (2018), la nuova sede BNL-BNP Paribas a Roma (2016), Les Docks de Marseille (2016). Famia ha progettato anche The Corner Milano (2019), housing sociale a Milano (2020), a Romainville e ad Asnières-sur-Seine, in Francia. Negli ultimi anni, ha vinto i concorsi internazionali per la Prima Zecca di Italia a Roma e per un sistema ricettivo innovativo a Europacity/Parigi. Ha ricevuto riconoscimenti per il complesso multifunzionale a La Ciotat e residenziale e direzionale a Marsiglia. Inoltre, nel 2021 ha ottenuto il plauso per l’edilizia residenziale a Bologna, a Messina per la Cittadella della Cultura e i Terminal Crociere a Porto Marghera, Barcellona e Ravenna. È guest editor della rivista IQD dedicata al progetto Mediterranei Invisibili e sviluppa il tema “Brasile invisibile” con Antoine Vernholes. Lavora anche a Mediterranea, una selezione di considerazioni di respiro internazionale con interviste specifiche. 

Ateliers Alfonso Femia alla Biennale di architettura

Nel 2019 è Direttore artistico della terza edizione della Biennale di Architettura di Pisa, con il tema “Tempodacqua”. Poi nel 2021, su invito di Alessandro Melis, curatore del Padiglione Italia, ha sviluppato, nel contesto della rassegna veneziana l’approfondimento tra cambiamento climatico, acqua e architettura. Cura la sezione Journal diatelierfemia.com. Ha aperto un blog di riflessioni sull’estetica dell’edilizia, la città e l’attività professionale. Impegnato come designer, Femia lavora e sperimenta su ogni tipologia di oggetto che possa mettere in gioco il rapporto con la materia e la sua interazione con gli spazi. Collabora con aziende industriali di alto profilo: Martinelli Luce, London Art, Castaldi Lighting, 727 TMC, Staygreen, Kvadrat, Albed, Erco, IGuzzini, Merotto Milani, DND, 3F Filippi, Zambaiti. Nel 2018 la maniglia Infinito per DND è selezionata dall’ADI per il Compasso d’Oro 2020 poi la lampada Drop by Drop disegnata per I Guzzini ha vinto il German Design Award.

Designer di interni

Tra i progetti di interior recenti, Femia ha realizzato lo showroom i Guzzini a Milano, nel 2018, le Poste Brune XIV a Parigi, nel 2017. Inoltre, si è occupato dell’allestimento d’interni della sede del Gruppo La Poste a Issy-les-Moulineaux, in Francia. Con Danilo Trogu, maestro ceramista, ha condiviso uno studio sulla ceramica attraverso la realizzazione di modelli e una ricerca sulle cornici d’autore delle finestre. Ha intrapreso anche il progetto artistico Bestiario Mediterraneo, opere in ceramica realizzate per l’architettura narrante dei Docks di Marsiglia e delle residenze Urbagreen a Romainville in Francia. Tra i numerosi allestimenti e opere temporanee, per il Salone 2017, a Milano, ha creato The Chronotopic System. Per il Fuori Salone Milano 2019 L’altra faccia della luna, per Milano Design City 2020 il Disco di Nebra e per Milano Design City 2021 La trama infinita.

Immagine da cartella stampa.