Astrid Roemer: un post le costa il plauso pubblico

Una dichiarazione su Facebook è uno scivolone della scrittrice vincitrice del del Prijs der Nederlandse letteren

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Astrid Roemer
L'autrice vincitrice del Prijs der Nederlandse letteren

I commenti sul Presidente Dési Bouterse sono costati a Astrid Roemer il pubblico encomio del Prijs der Nederlandse letteren. Il Comitato per la commemorazione delle vittime del Suriname infatti ritiene poco opportuno un post su Facebook della scrittrice. L’autrice ha difeso il capo di Stato in riferimento al caso del December moorden del 1982.


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Astrid Roemer e la situazione di Suriname

L’autrice classe 1947, ha cominciato la sua carriera da scrittrice come poetessa con l’opera “Sasa: Mijn actuele zijn”, utilizzando lo pseudonimo Zamani. Fin da subito affronta i temi della migrazione, del razzismo e dell’emancipazione delle donne nere. Nel paese dell’America meridionale si è anche impegnata nella politica, entrando nel partito GroenLinks. La conoscenza della situazione in Suriname, il confronto con schiavitù e colonialismo entrano nelle pagine dei suoi romanzi. La triologia “Onmogelijk moederland” parla anche della dittatura militare di Dési Bouterse.

Vincitrice di Prijs der Nederlandse letteren

Il suo ultimo libro, “Gebroken wit“, del 2019 descrive la famiglia Vanta e la morale conservatrice dominante. Il romanzo è ambientato negli anni Sessanta a Suriname e mette a nudo gli aspetti più contrastati della società sud americana, il razzismo e la violenza sulle donne. Nel 2022 invece uscirà un altro titolo, “Off-White”, in lingua inglese. A maggio il Comitato di Prijs der Nederlandse letteren l’ha scelta come vincitrice dell’edizione 2021 per la sua attività nel campo della scrittura. I giudici hanno elogiato le sue opere perché sono “non convenzionali e poetiche”.

Il post su Dési Bouterse

Alcuni giorni fa Roemer ha scritto su Facebook un post che il Comitato per la commemorazione delle vittime del Suriname considera sconveniente. La scrittrice ha dichiarato che il paese aveva bisogno di un Presidente come Dési Bouterse e l’azione contro gli oppositori un atto coraggioso. Pensa infatti che l’omicidio di 15 persone nel 1982 sia un modo per mettere fine al colonialismo. Così gli organizzatori del premio hanno preso preso le distanze dalle opinioni dell’autrice che riceverà la ricompensa in denaro, ma non parteciperà alla premiazione ufficiale. Pertanto a ottobre non ci sarà la cerimonia di consegna del riconoscimento.