Assegno unico da gennaio: cosa cambierà dal prossimo anno?

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Assegno unico da gennaio

L’assegno unico da gennaio ridisegnerà le buste paga dei lavoratori dipendenti con figli. In attesa della nuova misura, a sostituzione di quella in vigore, l’addio a detrazioni fiscali e assegni al nucleo familiare rischia di avere subito un impatto sullo stipendio mensile dei genitori beneficiari. Il Governo sta studiando un passaggio morbido all’assegno unico.

Assegno unico da gennaio: cosa è previsto?

La transizione dagli attuali assegni familiari non sarà priva di ostacoli. È previsto un piccolo bonus per il secondo percettore di reddito, ovvero se entrambi i genitori lavorano, in modo tale da non disincentivare il lavoro femminile.

Quando arriverà la misura?

Potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri già questa settimana il decreto legislativo che attua la legge delega 46/2021 per il riordino delle misure a sostegno delle famiglie. Questa era stata approvata a marzo dello scorso anno con voto unanime del Parlamento.
A quel punto servirà solo il parere delle commissioni parlamentare competenti, da ottenere entro 30 giorni, per dare vita a quella che lo stesso premier Draghi ha definito una “riforma epocale”.

Assegno unico da gennaio: a chi spetterà?

Da luglio in realtà l’assegno universale per ogni figlio c’è già. Ha fatto il suo parziale debutto e c’è stata la proroga al 30 ottobre per presentare le domande e non perdere gli arretrati dal 1° luglio agli autonomi. Sono previste maggiorazioni per le madri fino a 21 anni e per chi ha figli disabili. Per i figli fra 18 e 21 anni che restano a carico del nucleo familiare e sono inseriti in percorsi di formazione o nelle liste di collocamento, ci sarà un aiuto economico ma ben al di sotto dei 180 euro.

La transizione

La transizione verso il nuovo assegno unico non sarà priva di difficoltà. L’assegno unico per i figli porterà alla sostituzione o eliminazione di molte misure: assegni al nucleo familiare e assegni familiari, assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori riconosciuti dai Comuni, assegno di natalità e premio alla nascita. Le ipotesi allo studio per un passaggio morbido al nuovo sussidio sono più di una. L’addio a detrazioni per i figli a carico e Anf avrà infatti subito un impatto sui dipendenti e va evitata anche solo per pochi mesi una situazione in cui le famiglie si trovino con meno soldi in tasca. Sono infatti ben nove milioni i nuclei familiari con figli minori di 21 anni a carico.

Cosa succederà nel concreto?

Il governo assicura che ci sarà tutto il tempo necessario per presentare domanda, senza perdere gli arretrati. Nel concreto, l’assegno unico arriverà solo se di presenta domanda all’Inps. Non sarà quindi automatico, la domanda bisogna approntarla e presentarla. Non un passaggio così scontato. Cambieranno infatti immediatamente le buste paga dei dipendenti, su cui i sostituti di imposta ogni mese applicano le detrazioni fiscali per i figli a carico, integrate con gli assegni al nucleo familiare (Anf). Chi lo avvertirà di più rischia di ritrovarsi con qualche centinaio di euro in meno. Ad esempio, un genitore a tempo indeterminato con reddito superiore a quello del coniuge, due figli minori di cui uno con meno di tre anni rischia a fine gennaio, in teoria, una busta paga più leggera di più di 200 euro in caso di eliminazione di detrazioni e assegni familiari.