Assegno unico 2022: la ministra Bonetti rassicura

La ministra per le Pari Opportunità ha spiegato quali sono gli obiettivi del Family act, che entrerà nel vivo da luglio con i lavori per l'assegno unico universale.

0
652
Assegno unico 2022

“L’assegno unico e universale completo partirà a regime da gennaio 2022, ma il percorso comincerà dal primo luglio”. Ecco quanto garantito dalla ministra Bonetti riguardo all’assegno unico 2022.

Le parole della ministra


Assegno unico: quanto vale e a chi spetta?


“Non vogliamo che accada che le famiglie italiane abbiano dei disagi. Siccome i dipendenti oggi stanno percependo le loro detrazioni in busta paga, siccome ci sono stati degli anticipi, questi primi sei mesi devono innestarsi su un percorso di detrazione fiscale che deve continuare. Le detrazioni fiscali saranno poi completamente assorbite nell’assegno unico da gennaio”. Così ha dichiarato la ministra per le Pari Opportunità e la famiglia Elena Bonetti. Aggiunge poi: “L’impegno di 4,6 miliardi per 228mila nuovi posti negli asili nido, oltre ad altri 500mila euro che sono stati già stanziati, è confermato. Con questa cifra raddoppiamo i posti presenti, entro il 2026 la copertura sarà del 50%. Uno sforzo che mai era stato visto nel nostro Paese”.

Assegno unico 2022: gli ostacoli da superare

Per far decollare l’assegno unico a luglio è necessario superare rapidamente alcuni ostacoli. Mentre gli uffici tecnici lavorano per far quadrare gli importi, per evitare di scontentare qualcuno con il passaggio al nuovo strumento, l’attuazione della legge delega 46/2021 impone al Governo di prendere anche altre importanti scelte che hanno un impatto sulle famiglie, ma anche sulle imprese.

Effetto boomerang per chi riceve il Reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza si fonda sull’Isse e, in qualche modo, dovrà “dialogare” con l’assegno unico universale. La legge delega fissa la compatibilità tra le due misure, una di contrasto alla povertà e l’altra pensata per sostenere le famiglie con figli e promuovere la natalità. Il punto chiave è capire se e in che modo l’assegno unico andrà a integrare il reddito familiare e, di conseguenza, a ridurre l’importo del reddito di cittadinanza per i nuclei beneficiari con figli. Ad avere diritto ad entrambe le misure, secondo le stime, sono circa 1,22 milioni di famiglie. Nulla vieta che le due misure coesistano, sommandosi l’una all’altra, ma bisogna prendere una decisione a riguardo.

Assegno unico 2022: l’integrazione delle piattaforme Inps

Una volta prese le decisioni, queste poi vanno messe in pratica. Bisognerà trovare il tempo per adeguare le piattaforme per l’erogazione e il monitoraggio delle singole misure. Ancora non è chiaro se a erogare l’assegno unico sarà l’Inps oppure un credito d’imposta da poter riconoscere tramite i sostituti di imposta (quindi “adeguando” le buste paga gestite dalle imprese) e poi, a conguaglio, in dichiarazione dei redditi. A luglio, inoltre, scadono gli assegni al nucleo familiare oggi in vigore e, come ogni anno, andrebbe riproposta la domanda. In caso di rinnovo transitorio fino a fine 2021, eventuali ritardi nelle decisioni potrebbero mettere a rischio la continuità della prestazione.