Assedio di Palma: medici legali identificheranno i corpi decapitati

Un team di medici legali partirà a breve alla volta di Palma per collaborare all'identificazione dei dodici cadaveri trovati decapitati lo scorso 8 aprile.

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Assedio di Palma

Per identificare i 12 cadaveri decapitati durante l’assedio di Palma e ritrovati lo scorso 8 aprile, il governo del Mozambico ha intenzione di inviare nella città un team di medici legali. A causa dell’avanzato stato di decomposizione dei cadaveri, infatti, la polizia non ha potuto dare un nome ai corpi rinvenuti nei pressi dell’hotel Amarula. Le autorità locali sospettano che si tratti di lavoratori stranieri che si erano rifugiati nell’albergo per sfuggire ai miliziani.

Assedio di Palma: quale sarà il compito del team di medici legali?

Il Mozambico ha deciso di inviare un team di medici a Palma per identificare le vittime dell’attacco dello scorso marzo. Fonti della polizia hanno dichiarato che le 12 trovate decapitate sarebbero cittadini stranieri. Per questo il governo ha dato incarico a un’equipe medica di svolgere opportune indagini per risalire all’identità delle vittime. Secondo fonti locali, subito dopo l’attacco, persone non identificate avevano inizialmente seppellito i dodici cadaveri. Lo scorso 8 aprile alcuni soldati avevano ritrovato la fossa nella quale erano stati sotterrati. Nei giorni successivi l’esercito aveva deciso di provare ad identificare i corpi, ma ciò non è stato possibile a causa dell’avanzato stato di decomposizione. L’unico dettaglio certo è che le vittime sono tutte di carnagione bianca, probabilmente stranieri.

L’assedio di Palma: dozzine di morti

L’assedio di Palma ha avuto inizio il 24 marzo scorso. Per più di 10 giorni i miliziani hanno messo a ferro e fuoco la città. Solo dopo estenuanti battaglie l’esercito mozambicano è riuscito ad avere la meglio sui terroristi. Attualmente non è noto il numero preciso delle vittime. Il governo ha parlato genericamente di dozzine di morti. Testimoni locali affermano che alla fine dell’assedio, per le strade della città e sulle spiagge si contavano decine di cadaveri. Tra loro anche giovani donne e bambini.

Il ritrovamento dei dodici corpi

I dodici corpi di carnagione chiara sono stati ritrovati la mattina dell’8 aprile nei pressi dell’hotel Amarula. I militari governativi hanno rinvenuto una fossa nella quale erano sepolti i cadaveri. Tra marzo e i primi giorni di aprile, durante l’assedio della città, i miliziani Jihadisti avevano decapitato gli uomini per poi seppellirli nei pressi dell’albergo. Durante l’attacco, molti lavoratori stranieri avevano trovato rifugio proprio all’hotel Amarula. Alcuni di loro furono messi in salvo grazie all’utilizzo di elicotteri. Altri riuscirono a imbarcarsi su navi e battelli, alcuni dei quali diretti in Tanzania.

Nella zona di Palma centinaia di lavoratori stranieri

La zona di Palma è ricca di giacimenti di gas. In tutta la regione sono presenti lavoratori di diverse importanti multinazionali, tra le quali Eni, Total e Exxon Mobil. Il grave conflitto in atto sta causando notevoli ritardi nel prelevamento del gas metano. Da tre anni, infatti, i gruppi jihadisti stanno mettendo a ferro e fuoco l’intera zona settentrionale del Mozambico. Finora le forze di sicurezza di Maputo non sono riuscite a respingere efficacemente l’avanzata dei miliziani. Nei giorni scorsi il presidente Filipe Nyusi ha chiesto aiuto alla comunità internazionale. Il governo di Washington ha promesso che invierà nel paese africano decine di Marines che addestreranno le forze di sicurezza mozambicane. Un miglior addestramento permetterà ai soldati del Mozambico di affrontare in modo più efficace i gruppi Jihadisti.

I gruppi jihadisti ormai da anni stanno mettendo a ferro e fuoco il nord del Mozambico. Finora le forze di sicurezza locali non sono riuscite ad intervenire efficacemente contro i miliziani. I gruppi terroristici continuano ad assaltare interi villaggi, uccidendo anche donne e bambini. Grazie alle ingenti risorse economiche sulle quali possono contare, i terroristi hanno potuto organizzarsi efficacemente sia dal punto di vista logistico che militare. Proprio per questo c’è il rischio che l’avanzata jihadista possa raggiungere il vicino Sudafrica per poi estendere il conflitto ad altri paesi del sud del continente africano.


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