Assange, testimonia in tribunale contro società di sicurezza

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Tutti tacciono, tutti ammutoliscono. Quando è alla ribalta il nome di Julian Assange è come se l’opinione pubblica avesse in avanti un muro inscalfibile. Un muro spesso e difficilmente insormontabile, dove dall’altra parte c’è chi lotta per la libertà e per la diffusione per la vera informazione. Assange stesso incarna i valori del vero informatore, più volte decantati da gran parte del pensiero comune ma che invece finiscono per utilizzati come le solite belle parole che poche volte si applicano praticamente.

Il fondatore di Wikileaks, dallo scorso Aprile imprigionato a Londra dopo essere stato nell’Ambasciata ecuadoregna della capitale inglese, ha accusato dinanzi alla Corte di Westminister la società di sicurezza spagnola Undercover Global SL di averlo spiato mentre era al servizio dell’ambasciata sudamericana. Le attività spionaggio contro l’australiano avrebbero fornito informazioni preziosissime agli Usa, i principali accusatori di Assange dopo che quest’ultimo, con video inchiesta molto discussi come Collateral Murder, aveva accusato apertamente di crimini di guerra la prima potenza mondiale. Le accuse di Wikileaks si riferivano principalmente alla violazione dei diritti umani a Guantanamo, al dietro le quinte della guerra in Iraq e Afghanistan, e all’avvelenamento di migliaia di persone con rifiuti tossici in Costa D’Avorio .

Julian Assange
Julan Assange

Le accuse USA

Julian Assange è ormai tenuto sotto d’occhio da oltre dieci anni dalla giustizia americana, tanto da aver collezionato 17 capi d’accusa: il fondatore di Wikileaks rischia infatti ben 175 anni di carcere. Come prima anticipato, Assange è incarcerato e, probabilmente torturato psicologicamente come hanno affermato oltre 60 medici vicini al cyberblogger, nel carcere londinese di Belmarsh dopo che nel 2012 aveva chiesto ed ottenuto asilo politico all’Ecuador.

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