Assange premiato da giornalisti russi

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“La Giornata internazionale della solidarietà dei giornalisti è celebrata in tutto il mondo l’8 settembre. La seconda fase del processo per l’estradizione di Julian Assange è iniziata a Londra. Il nostro collega, un giornalista, ha sacrificato tutta la sua vita per lottare per la verità e la libertà di parola. Per questo motivo, soffre ed è tenuto in prigione. Inoltre, nel caso in cui venisse consegnato agli Stati Uniti, la sua estradizione potrebbe essere uguale all’ergastolo o alla pena di morte. Non avevamo dubbi su chi dovesse ricevere questo premio. Abbiamo deciso che andasse a Julian Assange, un vero combattente per la libertà di parola”.

Con queste parole, il presidente del sindacato dell’Unione dei giornalisti russi, Vladimir Solovyev, ha deciso di conferire il premio ad Assange. Rinchiuso al carcere di Belmarsch (Londra) da oltre un anno, il fondatore di Wikileaks lotta con le istituzioni britanniche per ritrovare la libertà, dopo aver richiesto numerose volte la scarcerazione per problemi di salute psicologica.

Il processo dell’estradizione

Il suo caso è ormai entrato nel vivo. La prima udienza del processo ha visto Assange indossare un abito scuro, una cravatta e una camicia bianca. Dietro ad uno schermo di sicurezza di vetro, ha iniziato a rispondere alle prime domande in merito alla purtroppo probabile estradizione negli Stati Uniti; che equivale ad affrontare un altro processo per la violazione dell’Espionage Act per aver mostrato con Wikileaks documenti dei crimini di guerra USA.

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