Assange, a Roma flashmob contro l’estradizione

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Il 23 febbraio a Piazza del Popolo, Roma, l’Italia alzerà la propria voce in merito al caso di Julian Assange. L’evento è organizzato dal gruppo “Italiani Per Assange” (in collaborazione con il “Comitato per la liberazione di Assange”), ed ha come obiettivo sensibilizzare l’opinione pubblica sul caso del fondatore di Wikileaks, detenuto in isolmento nel carcere di Belmarsh (Londra) dallo scorso aprile. Una grande ventata di democrazia che mette in primo piano la consapevolezza che persone come Julian Assange devono essere considerate come un fulgido esempio per la purezza dell’informazione.

L’evento è inoltre il primo tentativo di avvicinare il pubblico italiano ad un caso che ha ricevuto poco credito dalla stampa mainstream, ma che invece merita di essere incensato come primario ed essenziale per difendere la libertà di pensiero, ben espressa dal fondatore di Wikileaks sin dall’inizio della sua avventura informatica.

A Piazza del Popolo sarà inoltre innestata una sedia simbolica accanto all’opera dell’artista nostrano Davide Dormino chiamata “ Anything to say? ”. Qui i partecipanti della manifestazione si alterneranno simbolicamente per dare voce alla propria vicinanza ad Assange.

Assange, Snowden e Manning,
L’opera di Dormino esposta in un flashmob organizzato a Berlino

Il processo Assange

Il processo dell’estradizione statunitense inizierà il 24 febbraio. Gli anni che rischia l’hacker australiano sono 175, a causa dell’opera di violazione di dati sensibili e classificati come segreti. Le informazioni rese pubbliche dal team di Wikilaeks riguardavano oltre 250.000 documenti statunitensi. Tra questi diversi video sulle stragi di civili compiute dagli Usa in Iraq e Afghanistan.

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