È arrivata da Seul l’ultima mostra dedicata alle celebri opere in mattoncini Lego dell’artista Nathan Sawaya, alla Promotrice delle Belle Arti di Torino fino al 24 febbraio. Art of the Brick, l’innovativa mostra che utilizza i famosi mattoncini come unico mezzo artistico.


La mostra è allestita negli spazi della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino e vedrà esposte oltre 80 imponenti ed affascinanti opere d’arte del noto artista Nathan Sawaya, creatore stesso di The art of the Brick e primo artista in assoluto ad utilizzare i LEGO nel mondo dell’arte. Le opere sono vere e proprie sculture che trasmettono sentimenti, emozioni e stati d’animo che caratterizzano l’universo umano.


Oltre all’esposizione, ci sarà una vasta area interattiva dove tutti potranno esprimere la propria creatività utilizzando i mattoncini più famosi del mondo.
Nato negli Stati Uniti, Nathan Sawaya è il primo ad aver portato i Lego nel mondo dell’arte trasformando questo semplice gioco di costruzioni in opere capaci di ispirare e trasmettere emozioni. Esistono 5 mostre itineranti firmate Sawaya nel mondo. La versione presentata a Torino – The Art of the Brick – arriva per la prima volta in Italia, con diverse novità tra cui la Testa Moai, ispirata alle statue di pietra dell’Isola di Pasqua e un dinosauro a grandezza naturale. Tra le altre sculture Monna Lisa di Leonardo, La ragazza di perle di Vermeer, l’Urlo di Munch, il Bacio di Klimt.
Nathan Sawaya ha scelto di tornare all’infanzia, a quella voglia che è quasi un istinto di costruire mondi colorati. La casa, il ristorante, il negozio, la caserma dei pompieri, la stazione di polizia, il castello medievale: tutti iniziano con la buona volontà di seguire le istruzioni e riprodurre l’immagine perfetta sulla scatola di Lego. Ma Nathan ha fatto da grande quello che irresistibilmente fa ogni bambino. Ha preso i mattoncini e ha dato libero sfogo alla fantasia, creando tutt’altro. Oggi è un artista di fama internazionale. Grazie ai mattoncini colorati più famosi del mondo.

I bambini vogliono diventare grandi, i grandi desiderano solo poter tornare bambini. «Fin da piccolo ho giocato con i Lego – racconta l’artista – e subito ho pensato di utilizzarli per realizzare le mie opere. Così i miei disegni hanno preso forma e da un giorno all’altro ho deciso di lasciare il lavoro da avvocato per dedicarmi alla mia arte».
«Come emozionare?»
Un’arte da guardare con gli occhi, ma anche con il cuore: emozioni e stati d’animo sono alla base delle creazioni di Sawaya. Su tutte «Yellow», immagine della mostra, famosa scultura a grandezza naturale di un uomo che si apre il petto da cui fuoriescono migliaia di mattoncini di colore giallo. «Inizialmente le mie opere raffiguravano soltanto oggetti. Guardavo una mela o una matita e le costruivo a grandezza naturale, o ingigantite. Solo dopo ho iniziato a trarre ispirazione da ogni cosa, tutte le volte che uscivo di casa. E quando mi sono chiesto come emozionare con i Lego, ho capito che avrei dovuto riprodurre figure umane».

Perché fare arte coi Lego? «Innanzitutto mi piacciono le loro linee strette, gli angoli netti. Sono evidenti quando si guardano le opere da vicino, ma quando ci si allontana diventano curve. Senza contare che i Lego sono un mezzo artistico accessibile e democratico: utilizzare giocattoli per fare arte la avvicina al pubblico».
«In casa mia ormai non ci sono più mattoncini, li conservo nel mio studio. A volte ricevo qualche scatola e seguo le istruzioni, ma ormai sono il mio lavoro, non gioco più». Ospite a Torino per la prima volta, Sawaya si dice già innamorato della città: «È la mia prima volta qui. La città è squadrata, io lavoro coi mattoncini: non può non piacermi, la sua natura è simile alla mia arte».
The Art of the Brick è la prima grande mostra d’arte contemporanea che utilizza i mattoncini Lego come unico mezzo artistico. È stata inclusa dalla Cnn nella lista delle dieci mostre assolutamente da vedere, ed è stata visitata da oltre cinque milioni di persone nel mondo, esposta in oltre cinquanta Paesi.

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