Arrestati tre uomini per l’omicidio di Desirèe. L’amica dice: “Potevo salvarla”

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Desirèe Mariottini è stata drogata e violentata a Roma da un gruppo di stranieri. Pochi giorni fa è stato ritrovato il corpo in un’abitazione abbandonata di San Lorenzo.

Questa notte sono stati fermati due uomini senegalesi, ma si pensa che le persone che abbiano contribuito a queste barbarie siano addirittura cinque o sei. I due uomini sono accusati dello stupro e dell’omicidio dell’adolescente.

Si è avuta la conferma che la ragazza sia stata drogata e poi sia stata stuprata da un gruppo di persone, quando era in totale stato di incoscienza.

Uomini arrestati

La Polizia di Roma ha messo in stato di fermo due uomini provenienti dal Senegal sprovvisti di permesso di soggiorno e qualsiasi tipo di documento per rimanere in Italia. Sono accusati di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e omicidio volontario. I loro nomi sono Mamadou Gara di 26 anni e Brian Minteh di 43 anni.
Ma non sarebbero i soli ad essere stati arrestati. Infatti questa mattina la Questura di Roma ha interrogato un uomo di 40 anni nigeriano e dopo l’ha condotto dagli uomini della Squadra Mobile che l’hanno dichiarato in stato di fermo poiché risulta aver partecipato all’omicidio. Si cercano altre persone, che però non sono state ancora identificate.

La vicenda

Secondo gli inquirenti i due senegalesi il pomeriggio del 18 Ottobre hanno somministrato delle dosi particolarmente forti di stupefacenti all’adolescente. La ragazza ha raggiunto uno stato di totale incoscienza a causa della droga e così i due hanno approfittato della sua incoscienza per violentarla in gruppo. La morte è avvenuta nella notte del 19 Ottobre.

Le indagini

Ieri la polizia ha ascoltato altri testimoni che quella sera hanno frequentato lo stabile abbandonato a San Lorenzo. Il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Stefano Pizza arrivati in questura verso le 13.00 hanno sentito una decina di persone, i quali nomi erano stati fatti dai testimoni.

Chiara, la migliore amica di Desirèe

L’amica del cuore di Desirèe, Chiara ha confessato alla mamma di aver accompagnato più volte la ragazza a Roma e sempre per lo stesso motivo. Desirèe aveva ceduto il suo cellulare a un gruppo di ragazzi di San Lorenzo in cambio di droga e sua mamma voleva a tutti i costi che lo recuperasse. Sono i presunti spacciatori e assassini di Desirèe i ragazzi di cui parla Chiara. La ragazza dice: “Io li ho visti in faccia e ho sempre impedito a Desirèe di entrare in quel posto. Però adesso vivo con un senso di colpa tremendo perché anche quella notte lei mi telefonò, ma io non le risposi. Magari l’avrei salvata”. La mamma di Chiara però fa notare che forse neanche la figlia sarebbe ancora viva se le cose fossero andate così e se anche questa volta avesse accompagnato Desirèe in quell’inferno.

La situazione familiare

I genitori di Desirèe sono separati e lei era stata affidata alla nonna.
La mamma si chiama Barbara e ha 35 anni. È una dipendente della Regione Lazio. La donna sostiene che lei e la figlia, diversamente da quello che si è detto finora, avevano un bel rapporto e l’ultima sera in cui ha sentito la figlia non avevano litigato. La mamma le aveva solo raccomandato di avvisare la nonna e le aveva chiesto dove andasse e quando tornasse. Ora Barbara chiede silenzio per vivere il dolore di non poter più riabbracciare la figlia e avere giustizia.

La nonna Patrizia di 64 anni è la dirigente amministrativa del Tribunale di Latina. La donna è stata l’ultima ad aver sentito la ragazza. Desirèe l’aveva chiamata con un numero sconosciuto per avvisarla che andava “da un’amica”. In quel momento la nonna ha sostenuto di essersi un po’ irritata perché le era stato detto troppo tardi e perché la nipote non aveva chiamato dal suo cellulare. Patrizia aveva tentato allora di rintracciare il cellulare della ragazza tramite il collegamento al tablet e vedendo che risultava sempre spento era andata a cercarla per le vie di Latina e di Cisterna. Non avrebbe mai pensato che la ragazza potesse essere andata a Roma.

Desirèe una ragazza che amava l’arte, ma molto debole dal punto di vista psicologico

L’adolescente vittima di queste barbarie frequentava l’Istituto tecnico, ma amava l’arte per cui stava optando per il trasferimento all’istituto artistico. A dire di una ragazza del vicinato Jennifer, Desirèe era molto timida, riservata e ultimamente dei ragazzi di colore le avevano offerto delle cannette. Inoltre la vittima era in cura al Sert da Agosto poiché due ragazze trovate in possesso di pasticche di Rivotril avevano accusato Desirèe di avergliele cedute. Desirèe ai controlli risultò pulita, ma fu ugualmente messa in cura al Sert poiché presentava una situazione familiare particolare. Valerio Masci, legale della mamma smentisce l’uso di stupefacenti e l’uso di psicofarmaci da parte della ragazza.

Il papà invece aveva già notato precedentemente che la ragazza stava iniziando a frequentare cattive amicizie e anche per questo i due genitori, non essendo d’accordo avevano deciso di separarsi. L’uomo è stato poi accusato di stalking e gli è stato imposto il divieto di avvicinarsi e successivamente gli sono stati dati gli arresti domiciliari. Da quel momento Desirèe si era chiusa in se stessa.
La ragazza aveva anche una piccola malformazione alla gamba che la faceva sentire inferiore alle sue coetanee. Era già un’adolescente particolarmente debole dal punto di vista psicologico.

Jennifer la ragazza del vicinato ha detto: “Il suo più grande amore è stato sicuramente quello per la sorellina, Dalila, che ha solo 4 anni e non credo sappia che Desirèe non c’è più”.

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