Arpat Toscana stronca auto elettriche: “Non sono così pulite come si potrebbe pensare”

In un documento ufficiale, l'Arpat Toscana spiega perché la transizione elettrica, così com'è stata pensata dall'Unione Europea, non avrà una grande efficacia sulla tutela dell'ambiente.

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Arpat Toscana mobilità elettrica
Arpat Toscana boccia auto elettriche (screenshot Instagram).

Arriva una bocciatura destinata a far discutere dall’Arpat Toscana (Agenzia regionale per la protezione ambientale) sulla mobilità elettrica. L’ente, sul suo sito ufficiale, ha pubblicato un approfondimento riguardante il divieto di vendita delle vetture con motore termine a partire dal 2035 sancito dall’Unione Europea. L’agenzia ha chiarito innanzitutto che: “Nelle fasi produttive dei veicoli elettrici l’energia necessaria proviene ancora per la maggiore da fonti non rinnovabili, mantenendo ancora alte le emissioni di anidride carbonica”.

Perché Arpat Toscana ha bocciato la mobilità elettrica?

Arpat Toscana, in merito alla nuova normativa in via di approvazione in UE, ha affermato che si tratta di: “Una norma che avrà enormi conseguenze sugli assetti sociali ed occupazionali dei distretti produttivi”. Secondo l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, si rischia di avere delle conseguenze significative sulla gestione dell’energia nei Paesi coinvolti e: “Sugli assetti geopolitici e strategici per accaparrarsi il controllo delle aree geografiche da cui provengono le materie prime necessarie”.

Auto elettriche e ambiente: una scomoda verità

“Il passaggio all’elettrico non implicherà miglioramenti ambientali”

Guardando al futuro e all’impatto che la transizione elettrica dovrebbe avere sull’ambiente, Arpat Toscana ha evidenziato: “Il passaggio all’elettrico non implicherà sostanziali miglioramenti ambientali”. Una posizione che conferma quanto già comunicato a febbraio quando l’ente aveva avvisato che, nel calcolare le emissioni di una vettura, bisogna considerare il suo intero ciclo vitale e non solo le emissioni di scarico. In quella circostanza si era soffermato sull’energia da spendere per la sua produzione e il riciclo delle batterie che proviene da fonti rinnovabili solo per una piccola parte.

Arpat Toscana: “Le auto elettriche non sono poi così pulite”

Particolarmente significativo è il passaggio di Arpat Toscana sulle auto elettriche. L’Agenzia regionale, infatti, sostiene: “Le vetture a corrente non sono poi così pulite come si potrebbe pensare. È infatti noto che più le batterie che le alimentano sono grandi, più elevata è la loro impronta carbonica”. A sostegno delle sue affermazioni, l’ente ha citato dei report autorevoli i quali rivelano che attualmente la produzione di accumulatori si trova soprattutto in Cina, Corea del Sud e Giappone, Paesi che ricorrono ampiamente ai combustibili fossili.