Il 2 Novembre 1889 nasce Arnoldo Mondadori

0
206

Chi era Arnoldo Mondadori

Arnoldo Mondadori, soprannominato “incantabiss” in dialetto, ovvero l’incantatore di serpenti, grazie alla sua parlantina spigliata, nasce il 2 novembre del 1889 a Poggio Rusco, in provincia di Mantova. Non si sbaglia se lo si considera il più grande editore italiano, noto per aver fondato la notissima casa editrice Arnoldo Mondadori Editori, creata praticamente da zero e diventata, a partire dagli anni ’60, la più grande etichetta italiana editoriale.

Arnoldo Mondadori nel 1910

Gli anni dell’infanzia

Arnoldo è figlio di una famiglia del basso mantovano e non si può dire certo che abbia natali illustri. Suo padre è un calzolaio ambulante, praticamente analfabeta, di cui si racconta abbia imparato a leggere solo in occasione del voto elettorale, all’età di cinquant’anni. È ovvio che non può offrire a suo figlio tutti gli agi del caso affinché possa continuare gli studi ed il piccolo Arnoldo è costretto ad abbandonare la scuola appena in quarta elementare, senza prendere la licenza.

I primi passi nel mondo del lavoro

Il primo approccio con il mondo del lavoro per Arnoldo Mondadori arriva in una drogheria, a diretto contatto con la gente. Il futuro numero uno dell’editoria italiana dimostra subito di saperci fare. Il nuovo commesso non è però solo un affabulatore, ma anche una persona dotata di una voce suadente e persuasiva, anche dal punto di vista strettamente sonoro: il soprannome di cui prima accennavo, pertanto, gli deriva anche da questa caratteristica.

Oltre l’impiego di commesso, il piccolo Mondadori si dà da fare anche per sbrigare le faccende private del suo datore di lavoro, prendendosi cura dei suoi figli, accompagnandoli a scuola e molto altro. Sempre grazie alla sua voce e all’intraprendenza innata, racimola altri spicci leggendo le didascalie al cinema del paese, per poi lavorare come garzone e scaricatore a Mantova, città nella quale svolge anche il lavoro di venditore ambulante.

Mondadori si avvicina all’editoria

Nel 1907, all’età di sedici anni, si fa assumere in una tipografia, la quale è anche cartoleria. Qui ben presto si adopera per stampare un proprio giornale di propaganda socialista che, nello stesso anno, viene pubblicato. Si chiama “Luce”, ed è la prima pubblicazione di Arnoldo Mondadori, edito da La Sociale.

Mondadori, manifesto promozionale de “La Sociale” di Ostiglia, 1910-1919

In questo periodo conosce Tommaso Monicelli , padre del regista Mario, di cui ne sposerà nel 1913 la sorella Andreina, ed è dopo questo incontro che Arnoldo in collaborazione con Monicelli fonderà “La Sociale”, prima creatura che darà, nel suo evolversi attraverso la prima catena di pubblicazioni per ragazzi “La Lampada” le basi per il colosso che diverrà.

Mondadori 1915-1918

Neanche durante il primo conflitto mondiale il lavoro per Mondadori manca, stampando riviste per l’esercito impegnato, grazie agli affari che aveva intrapreso con lo Stato Maggiore. Alla fine del conflitto, lungimirante attira nel 1919, nella sua cerchia Gabriele D’annunzio, facendo si che entrasse a far parte con Trilussa, Pirandello e tanti altri negli autori pubblicati da Arnoldo.

Arnoldo Mondadori e Gabriele d’Annunzio

Con l’avvento del fascismo Mondadori non resta fuori dai giochi, anzi. È sensibile al fascino del rinnovamento proposto, almeno nella sua fase iniziale e programmatica, e la sua casa editrice è la prima a dotarsi di una propria rete di agenti ed una vendita diretta ai privati. Arnoldo dà quindi vita ai cosiddetti “fascicoli”, , mentre al contempo si propone di differenziare la sua proposta, con la diffusione dei “gialli”, alcune aperture internazionali e altre trovate altrettanto interessanti, le quali rivelano lo spirito innovativo dell’editore.

Mndadori ed il secondo conflitto mondiale

Nel 1942, in pieno conflitto bellico la Mondadori viene sfollata a causa dei bombardamenti. L’anno dopo, le truppe tedesche requisiscono lo stabilimento di Verona. Mondaori insieme con i suoi figli maschi decide di spostarsi in Svizzera.

Copertina del primo numero di “Epoca”, 1950

Solo al termine della guerra Arnoldo riesce a riportare se stesso e la famiglia in Italia L a nuova idea è quella di puntare tutto su un nuovo modo di fare giornalismo. Esce “Epoca”, con Biagi e Zavattini, un giornale storico. Ma prendono vita anche altre collane, come quella dei “Romanzi di Urania”, legati all’ambito della fantascienza, oltre ad altri patinati interessanti come il noto “Panorama”.

Gli anni della crescita aziendale

Nel 1965, l’editore mantovano lancia una collana di libri tascabili nelle edicole (i futuri Oscar Mondadori): un esperimento epocale, di grande impatto sul grande pubblico, il quale promuove il libro da oggetto quasi di lusso, ad un vero e proprio articolo di diffusione culturale. Solo nel primo anno, gli Oscar vendono otto milioni e mezzo di copie.

L’azienda è florida e cresce sempre di più. Viene acquistata anche la cartiera di Ascoli Piceno, che chiude definitivamente il circolo produttivo della casa editrice, la quale si attesta ormai sui tremila dipendenti. Lo stabilimento di Verona stampa addirittura commesse per editori americani.

Il Figlio Alberto Mondadori

I dissapori con il figlio Alberto

È il 1967 però, quando Arnoldo incassa una delle sue poche sconfitte: il primogenito Alberto Mondadori si allontana definitivamente dalla società. Giorgio diventa il presidente della Mondadori, con Mario Formenton, marito della figlia Cristina, alla vicepresidenza.

La scomparsa del capostipite

Quattro anni dopo, l’8 giugno del 1971, Arnoldo Mondadori muore a Milano. Prima della sua dipartita, la sua creatura editoriale stampa i “Meridiani”: prestigiose monografie che faranno la storia e che, per oltre un quarantennio, rappresenteranno il sogno di gloria di ogni autore non solo italiano.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here