ARIANNA FONTANA – “TRE MEDAGLIE MERAVIGLIOSE, MA QUELLA CADUTA…”

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“Il voto per la mia prestazione a Sochi? Mi do un bell’otto. È mancata solo la ciliegina sulla torta”. A quasi un mese di distanza, la 23enne Arianna Fontana ripensa alla sua Olimpiade con il sorriso. Tre podi, un ruolo da assoluta protagonista nella spedizione italiana e l’onore di fare da portabandiera nella cerimonia di chiusura bilanciano ampiamente la delusione per la caduta nei 1000 metri, la gara che le avrebbe potuto consentire di fare il poker di medaglie. Per chiudere la stagione restano solo i Mondiali di questo fine settimana a Montreal, in Canada. L’ultima fatica prima di decidere se continuare a gareggiare.

Arianna Fontana, ti aspettavi che a Sochi sarebbe andata così bene?
Di sicuro non potevo prevederlo perché le gare dello short track sono incerte fino all’ultimo. Mi aspettavo comunque qualcosa del genere, quantomeno di trovarmi lì a giocarmi le medaglie.

Quali sono stati il momento più bello e quello più brutto della tua Olimpiade?
Ci sono stati tanti bei momenti, non saprei scegliere. I migliori sono stati di certo gli abbracci al mio fidanzato Anthony Lobello e alla mia famiglia dopo ogni gara. La caduta nei 1000 metri è stata sicuramente il momento più brutto, soprattutto quando ho capito che ero stata squalificata io e non la cinese.

Senza quella caduta forse sarebbe arrivato anche un quarto podio, dopo l’argento nei 500 metri e il bronzo nei 1500 e nella staffetta. Ci pensi ogni tanto o va bene così?
Ci penso, eccome. Avevo la grande occasione di centrare il mio obiettivo iniziale, cioè entrare in tutte le finali. Mi sentivo in forma e carica e senza la caduta credo che me la sarei giocata. Sono sempre convinta che in quell’occasione i giudici non dovessero penalizzare me. Se tutto andrà bene, adesso dovrò aspettare altri quattro anni.

Intanto ti sei goduta le celebrazioni per le tue vittorie. Come è stato il rientro a casa?
È stato meraviglioso. Sono stata letteralmente sopraffatta dall’affetto di tutti, specialmente da quello del mio fan club. Mi sono venuti a prendere all’aeroporto con la mia famiglia e mi hanno organizzato una fantastica festa la sera stessa.

Queste tre medaglie hanno cambiato qualcosa nella tua vita?
Ogni medaglia che ho vinto rappresenta un diverso momento della mia vita, sono la prova della mia crescita sia come atleta sia come persona. Le medaglie non cambiano chi sono, non mi migliorano, ma evidenziano i miei sacrifici e il duro lavoro che ho fatto.

Alla vigilia dei Giochi c’erano state molte polemiche e molti timori. In generale che valutazione dai all’Olimpiade?
Sono state fatte le cose in grande. Avere tutti gli stadi vicini è stato fantastico. Ogni giorno c’era tantissima gente e in molti erano lì proprio per vedere le gare di short track: è stato magnifico.

Ora ci sono i Mondiali. Come li affronti?
A livello fisico sono abbastanza in forma. Chiaramente un’Olimpiade a livello mentale e nervoso ti lascia un po’ svuotata, ma credo che la cosa valga anche per le mie avversarie. Io ho una gran voglia di rifarmi: gli ultimi Mondiali che non erano andati come dovevano. Vedremo.

A Sochi si è parlato anche del tuo futuro. Hai deciso se continuare nella prossima stagione o se ritirarti dalle gare?
In questo momento sto valutando bene diversi aspetti. Dipenderà da un insieme di cose che mi permetteranno di prendere serenamente una decisione.

L’ipotesi di un tuo ritiro non lascia tranquilli gli appassionati. Senza di te come vedi le prospettive dello short track italiano?
Credo che queste Olimpiadi abbiano dimostrato che lo short track è una realtà importante degli sport invernali Italiani. Va ricordato che una delle mie tre medaglie, quella della staffetta, è da dividere con le mie compagne di squadra. Abbiamo dimostrato che noi ragazze siamo una grande risorsa per questo sport e sicuramente continueremo ad esserlo anche in futuro.

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