La prima volta che ho incontrato il dottor Stefano Rosati ho avuto la sensazione di avere di fronte una persona molto semplice. E lo era in effetti. Metteva questa sua semplicità nelle lezioni di informatica, nelle slide che preparava per rendere la sua materia semplice anche a chi non era abituato a trattare con software e hardware vari.
E’ stato tra i pochissimi professori che, vedendomi una volta nel cortile di fronte alla caffetteria da sola (in realtà attendevo i colleghi e il mio caregiver che stava parcheggiando l’auto), mi ha chiesto se avessi bisogno di una “spinta” per arrivare al bar.
Aveva un saluto sempre per tutti, un sorriso anche quando era all’inizio della malattia e non lo sapevamo.
Non ho avuto modo di conoscerlo in maniera più approfondita se non al test di accesso e all’esame di informatica, ma è una di quelle persone che mancheranno in ateneo.
Una presenza che farà ora notare la sua assenza.

Condividi e seguici nei social
error

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here