Area archeologica di Ostia Antica diventa patrimonio d’Europa

Ostia antica, sito archeologico che racconta parte della storia e della cultura d'Europa. Ma in Italia non è l'unico sito ad essere stato riconosciuto come patrimonio d'Europa

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La Commissione UE ha riconosciuto Ostia Antica patrimonio d’Europa.

Al sito archeologico è stato conferito il marchio “European Heritage Label” perché il sito ha avuto “un ruolo significativo nella storia e nella cultura dell’Europa o nella costruzione dell’Unione Europea”, questa la motivazione del riconoscimento ottenuto.

La storia

L’area archeologica di Ostia Antica è costituita dai resti di un insediamento romano, originariamente situato alla foce del fiume Tevere. Oggi, a causa dei cambiamenti del canale fluviale e della costa, i resti si trovano a 4 km dal mare.

La funzione principale di questo insediamento era quella di proteggere la foce del fiume Tevere. Dopo la costruzione di un nuovo porto da parte di Claudio e Traiano la città diventò un centro commerciale attivo che si espandeva oltre le mura della città.

Fu così che Ostia divenne un luogo di importanza strategica e commerciale fondamentale nel Mediterraneo. Era il principale porto di Roma.

Alla fine del II secolo d.C. la città era ancora fiorente e ospitava una popolazione di oltre 50.000 abitanti. Il declino iniziò successivamente, quando il centro dell’Impero si spostò verso est.

L’area archeologica di Ostia Antica era il luogo in cui circolavano merci e si mescolavano culture e religioni diverse. Le tracce del commercio, degli scambi e dei popoli di diverse culture presenti sul posto sono visibili nei pavimenti a mosaico, nei resti archeologici e nelle iscrizioni funebri.

I siti riconosciuti patrimonio d’Europa

Mariya Gabriel, commissario per la cultura, afferma “Mi congratulo vivamente con i siti a cui abbiamo assegnato il marchio del patrimonio europeo”.

Ostia Antica, unico sito italiano a ricevere ieri il riconoscimento di “patrimonio europeo”, è stata premiata assieme ad altri siti europei quali: le colonie della Benevolenza (Belgio, Paesi Bassi), Castello di Kynžvart (Repubblica Ceca), Zdravljica (Slovenia), i Tre fratelli (Lettonia), Szentendre (Ungheria) e i Werkbund Estates, complessi abitativi realizzati da più architetti in giro per l’Europa, i fondali della Azzorre (Portogallo), il memoriale di Le Chambon-sur-Lignon (Francia), il sito del ricordo a Łambinowice (Polonia).

Gli altri siti italiani riconosciuti patrimonio europeo

I siti sono stati selezionati da una giuria di esperti indipendenti. Con l’aggiunta dei 10 di ieri, salgono a 48 i luoghi detentori del marchio europeo, fra i quali figurano in Italia anche il Forte di Cadine (Trento) e il Museo casa Alcide de Gasperi (Pieve Tesino).

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