Arabia Saudita: le donne potranno entrare nell’esercito

0
165
Arabia Saudita donne

Importante novità per le donne dell’Arabia Saudita: grazie a un’ordinanza del ministero della difesa potranno unirsi all’esercito del paese. Le forze armate dell’Arabia Saudita sono l’ultimo comparto in ordine di tempo ad aprirsi alle donne che ora potranno ricoprire ruoli che prima erano a loro preclusi. Nonostante l’apertura, le donne sposate con cittadini non sauditi non saranno accettate nell’esercito in base a nuovi piani svelati per la prima volta nel 2019. La decisione arriva lo stesso anno nel quale le autorità saudite hanno dichiarato che avrebbe permesso alle donne di lasciare la nazione mediorientale senza dover chiedere il permesso a un parente maschio.

Le donne in Arabia Saudita

Rothna Begum, senior women’s rights researcher presso Human Rights Watch, ha raccontatto a The Independent la situazione delle donne. “L’Arabia Saudita sta cercando di guadagnare punti per quanto riguarda i diritti delle donne. Il governo però sta ancora arrestando e censurando le attiviste per i diritti delle donne. Se le autorità saudite vogliono dimostrare quanto siano serie sulle riforme dei diritti delle donne, dovrebbero rilasciare immediatamente e incondizionatamente tali donne, revocare i divieti di viaggio e sospendere le pene a tutte le attiviste per i diritti delle donne”. Secondo Human Rights Watch le autorità non hanno ancora abolito il sistema di tutela maschile che relega le donne a essere “minori perpetui”. Secondo gli attivisti specializzati in Nord Africa e Medioriente si dovrebbe rimuovere questa legge se si ha a cuore il futuro delle donne in Arabia Saudita.


L’Egitto riaprirà l’ambasciata in Libia


La situazione delle donne

Nonostante l’implementazione di queste nuove riforme, cosi come l’apertura delle donne alla guida, sta migliorando la situazione delle donne in Arabia Saudita. Il problema è che le donne restano cittadine di serie b. Il sistema conservatore e liberticida saudita limita la capacità giuridica femminile, le donne possono sposarsi, ottenere un lavoro, essere rilasciate dal carcere o accedere all’assistenza sanitaria solo se prima ottengono il permesso di un tutore maschio. Il tutore generalmente è il padre, il marito o addirittura un figlio. Inoltre le donne non possono vivere da sole senza il permesso di un parente maschio, infine non possono trasmettere la cittadinanza ai propri figli.

Loujain al-Hathloul 

La storia di Loujain al-Hathloul fa accapponare la pelle. La 31enne  è una delle leader del movimento “Women to drive” che da più di 20 anni si batte per garantire il diritto di guidare le auto alle donne. L’attivista per i diritti delle donne è libera dopo 1001 giorni di prigionia. Loujan era stata condannata a cinque anni e otto mesi di carcere per reati di terrorismo e per aver incitato alla rivolta. Secondo la famiglia queste accuse erano false. Dopo le pressioni USA -Biden aveva parlato di linea dura nei confronti di Riad- l’attivista è stata rilasciata. Stando a quanto riporta la famiglia, Loujain durante la prigionia avrebbe subito torture, violenze sessuali e isolamento forzato. Secondo gli osservatori internazionali gli USA premeranno per ottenere la liberazione degli attivisti con doppia cittadinanza. Secondo il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury “Il volto di Loujain libera è una delle più belle vittorie per i diritti umani degli ultimi tempi”.

Commenti