Arabia Saudita – dissidenti sauditi formano un partito di opposizione

I dissidenti sauditi hanno formato un partito di opposizione chiamato National Assembly Party (NAAS) con l’obiettivo di creare un regime democratico nel regno

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Arabia Saudita

Con un’iniziativa senza precedenti, in Arabia Saudita, dei dissidenti hanno creato un partito di opposizione. Tale partito si chiama National Assembly Party (NAAS) e si pone come obiettivo quello di creare un regime democratico nel regno. Questo potrà creare molti problemi per il re Salman.

Arabia Saudita – dissidenti formano partito

Mentre il presidente americano Trump sta cercando di normalizzare i rapporti tra Israele e i Paesi arabi, in Arabia Saudita, con una mossa senza precedenti, un gruppo di dissidenti sauditi, la maggior parte dei quali in esilio, ha annunciato la creazione di un partito politico il cui obiettivo è creare un regime democratico nel regno.  

Questo partito si chiama National Assembly Party (NAAS) ed è stato fondato da persone note per le loro posizioni contro le politiche di Riyadh. Tra queste ci sono l’accademico Madaoui al-Rachid in esilio nel Regno Unito, il fondatore dell’organizzazione della difesa dei diritti umani ALQST a Londra Yahia Assiri, il ricercatore Said ben Nasser al-Ghamdi, l’attivista Ahamd al-Mshikhs. Inoltre vi sono Abdallah Aloudh, residente negli USA e figlio del predicatore saudita  Salman al-Ouda detenuto in Arabia dal 2017 e Omar Abdel Aziz a cui è stato concesso asilo in Canada nel 2014.

Dopo l’annuncio della creazione del partito Aziz ha dichiarato: “Credo che la creazione di questo partito possa metterci in pericolo. Tuttavia crediamo anche che molte persone abbiano perso la libertà e la vita nel tentativo di opporsi al regime, per questo credo che sia molto importante far sentire la nostra voce”.

In Arabia Saudita vi è la monarchia assoluta e il regno è governato dalla dinastia Saud dalla sua creazione nel 1932. Nel regno è proibito creare una qualsiasi forma di opposizione. Inoltre la repressione è aumentata negli ultimi anni contro i dissidenti politici e gli attivisti per i diritti umani in seguito all’adesione di Mohammad bin Salman nel 2017 allo status di principe ereditario saudita.  

Le speranze infrante in Arabia Saudita dopo l’arrivo di MBS

L’arrivo del giovane principe aveva acceso grandi speranze soprattutto nei leader occidentali. Infatti appena prese il potere promise di avviare riforme sociali ed economiche.

Tuttavia, sebbene abbia apportato cambiamenti a livello sociale (anche se molto minimi), gli arresti dei manifestanti sono aumentati. In particolare contro gli attivisti che si occupano dei diritti delle donne. Inoltre, solo 5 mesi dopo la sua nomina, Salman (MBS), ha messo in atto grandi epurazioni contro personalità saudite considerate potenziali minacce alla sua ascesa al potere.

Il NAAS afferma che l’Arabia Saudita si trova al 159° posto nella classifica dei paesi per indice di democrazia. Ritiene che questo sia dovuto “all’assenza di una magistratura indipendente, al monopolio del governo sui media e all’imbavagliamento dell’opinione pubblica”.

Madoui al-Richard ha dichiarato: “ Vogliamo un sistema politico democratico con libere elezioni nazionali, un governo eletto e una separazione dei poteri, esecutivo, legislativo e giudiziario. . Vogliamo sensibilizzare il Paese e aumentare la consapevolezza che uno stato civile e la democrazia sono le migliori opzioni per un’Arabia Saudita sicura e prospera”.

La creazione dei NAAS cambierà qualcosa nel Paese?

L’annuncio della creazione dei NAAS potrebbe portare problemi al principe Salman che deve già affrontare diversi problemi. Come ad esempio una economia indebolita a causa della pandemia di covid e della crisi petrolifera. Inoltre arriva anche alla vigilia delle elezioni presidenziali americane, che in caso di vittoria del candidato democratico Joe Biden, a differenza del presidente Trump, riposizionerebbe gli USA in una posizione meno favorevole all’Arabia Saudita. Tuttavia per ora sembra difficile che i NAAS possano scuotere il partito al potere.


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