Arabia Saudita: concesso l’ingresso a 10.000 pellegrini

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Quinto pilastro dell’Islam, momento aggregativo fondamentale. I pellegrinaggi verso i luoghi sacri del culto di Maometto stanno tornando come un tempo. Certo, le restrizioni da Covid 19 impediscono il normale afflusso umano. Ma il regno Saudita sta cercando in tutti i modi di ripristinare quello che è una fonte di turismo intoccabile. Dopo sette mesi circa 10.000 pellegrini sono tornati ad affollare l’Arabia Saudita per raggiungere la meta dell’Umrah e dell’Hajj. Luoghi di culto, ricchi storia e di fascino. In grado di attirare milioni di musulmani, oltre che turisti da tutto il mondo. Questo significa indotti milionari per l’economia che bin Salman vuole rendere più forte entro il 2030.

Come si struttura il viaggio in Arabia Saudita?

Il viaggio, come detto, riunisce migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo. L’Arabia Saudita per quest’anno ha prima concesso l’ingresso ai fedeli domestici, circa 6.000 pellegrini. Poi ha permesso l’entrata di ancora più persone dopo aver stilato alcune norme anticontagio. Ai devoti di Maometto, ad esempio, è vietato toccare la Kaaba, struttura in pietra coperta da un panno nero. La Kaaba è il monumento più sacro di tutto l’Islam. Altri momenti fondamentali sono la pronuncia della talbiyah (ٱلتَّلبِيَة‎)e l’abbeveraggio dalla fonte sacra di Zemzem.

Pellegrinaggio e….business

Il pellegrinaggio è la spina dorsale di un piano per espandere il turismo sotto la spinta del principe ereditario Mohammed bin Salman, per diversificare un’economia che si basa esclusivamente sul commercio del petrolio. Il principe mirava a portare i visitatori dell’Umrah a 15 milioni entro il 2020, un piano interrotto dalla pandemia di coronavirus. Entro il 2030 i sauditi invece hanno posto l’obiettivo di 30 milioni di turisti.

Il pellegrinaggio religioso genera 12 miliardi di dollari di entrate da alloggio, trasporto, doni, cibo e tasse dei fedeli, secondo i dati ufficiali.


L’Arabia Saudita apre le porte al turismo

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