Apre un nuovo impianto di carbone in Germania: ambientalisti sul piede di guerra

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In Germania apre il nuovo impianto di carbone Datteln-4.

La Germania non ha fatto passi indietro e da sabato 30 maggio ha proceduto con l’attivazione di un nuovo impianto di carbone, nonostante le proteste degli ambientalisti. La struttura sorge a Datteln, città della Renania Settentrionale-Vestfalia, è gestita dall’azienda Uniper e ha una potenza di circa 1.000 megawatt. L’intero progetto è costato circa 1,5 miliardi di euro ed è partito in ritardo rispetto a quanto stabilito nella fase iniziale dei lavori, poiché ci sono stati alcuni problemi e piccoli intoppi che hanno procrastinato l’attivazione della centrale di 9 anni.

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Tutto ciò sembra stridere con l’iniziativa presa appena pochi mesi fa dalla cancelliera Angela Merkel, la quale ha firmato un protocollo che prevede un abbandono del ricorso al carbone entro il 2038, da sostituire con energie rinnovabili e non inquinanti. Il programma prevede che non vengano costruiti né aperti altri impianti a combustibile fossile e che quelli già presenti sul territorio tedesco vengano spenti e disattivati entro il 31 dicembre di quest’anno. Le aziende e le gestioni minerarie verranno poi risarcite con contributi miliardari forniti dallo Stato.

Germania: il 30 maggio è entrato in funzione il nuovo impianto di carbone.

Nonostante ciò, Angela Merkel non ha bloccato i lavori al nuovo impianto di carbone Datteln-4 che è entrato regolarmente in funzione alla fine di maggio. È probabile però che questa possa essere l’ultima centrale a combustibile fossile aperta in Germania, perché nel frattempo tutte le altre società si stanno concentrando su progetti green che puntano sul gas naturale e sullo sviluppo di tecnologie che riducano profondamente le emissioni inquinanti nell’atmosfera.

Gli ambientalisti contro il nuovo impianto di carbone tedesco

La notizia dell’entrata in funzione dell’impianto di carbone di Datteln non ha lasciato indifferenti gli ambientalisti che si sono organizzati per protestare soprattutto contro il mancato intervento del governo tedesco che avrebbe dovuto bloccarne l’apertura. Alle prime luci dell’alba di sabato 30 maggio, Greenpeace ha proiettato una scritta luminosa di protesta sulla torre di raffreddamento della struttura, recante la scritta «Climate crisis-Made in Germany».

Il movimento Fridays for Future ha organizzato una manifestazione non violenta ma significativa nei pressi dello stabilimento. Gli attivisti hanno annunciato che faranno di tutto affinché si arrivi ad una pronta chiusura della centrale, assicurando che riusciranno a vincere questa battaglia in difesa dell’ambiente e della salute del pianeta.

Gli ambientalisti protestano a Datteln.

Anche Greta Thunberg ha fatto sentire la sua voce, seppure tramite i social network. La giovane ecologista svedese su Twitter ha pubblicato un post nel quale ha scritto senza mezzi termini che è stato un «giorno vergognoso per l’Europa». Quindi ha aggiunto che dopo tanto impegno nel cercare di scongiurare un «disastro climatico», questo rappresenta un pessimo segnale dato a tutto il mondo.

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