Appello della senatrice a vita Segre: Vaccinate i detenuti, so cosa significa stare in cella

0
391
Liliana Segre attends ceremony of conferred honorary citizenship of Palermo at the Palazzo delle Aquile in Palermo, Italy, on 15 June 2019. Survivor of the Holocaust and active witness of the Italian Shoah, Liliana Segre, on 19 January 2018, was appointed senator for life by the President of the Republic Sergio Mattarella. (Photo by Francesco Militello Mirto/NurPhoto via Getty Images)

La senatrice Liliana Segre è tornata a ribadire la necessità del vaccino anti-Covid all’interno delle carceri. “I detenuti vanno inseriti nelle categorie prioritarie per il vaccino. Lo Stato ha dei doveri nei confronti delle persone affidate alla sua custodia per tutta la durata della permanenza in carcere.

“Torno spesso a San Vittore perché sono stata in queste celle per 40 giorni quando ero una ragazzina e so cosa significa, anche se sicuramente le carceri erano molto diverse da oggi. Sempre per questo motivo mi sto battendo tanto affinché i detenuti vengano vaccinati subito”. Queste sono state le parole della senatrice a vita Liliana Segre durante l’evento per la Giornata della Memoria organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio. “Quei detenuti furono gli unici a farci sentire persone e oggi quel gesto mi obbliga a battermi per coloro che vivono in carcere”.

L’interrogazione parlamentare

La senatrice aveva già proposto un piano vaccinale che considerasse il contagio tra i detenuti un’emergenza tra le prioritarie. Aveva firmato un’interrogazione al presidente del Consiglio dei ministri e al ministro della Giustizia per chiedere la priorità dei carcerati nelle categorie da vaccinare subito contro il Covid. Nell’interrogazione, Segre sottolineava assieme ai senatori Loredana De Petris e Gianni Marilotti, che nel mese di dicembre 2020 risultavano 1.023 persone contagiate all’interno delle carceri, perlopiù asintomatiche, mentre 31 erano state ospedalizzata. Questo è un numero che riguarda prevalentemente i detenuti, perché gli agenti di polizia penitenziaria colpiti dal Covid in carcere e il personale amministrativo sono rispettivamente 810 e 72.

“Appare evidente come il carcere, nonostante le misure predisposte per il contenimento, sia uno dei luoghi con maggiore possibilità di contagio e diffusione anche all’esterno del virus” avevano sottolineato in quell’occasione i senatori. La richiesta è quella di inserire i detenuti tra i soggetti da vaccinare oltre al personale di polizia penitenziaria, in quanto personale di forze dell’ordine. “Viviamo in uno Stato che ha un preciso obbligo di garanzia nei confronti delle persone affidate alla giustizia e alla custodia dello Stato durante tutto il periodo della detenzione negli istituti di pena”.