Varallo restaura gli affreschi della cappella della Strage degli innocenti

I lavori sono finanziati dalla Fondazione San Paolo che ha stanziato 280mila €

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Restauri alla cappella della Strage degli Innocenti
Appaltati gli interventi di pulitura degli affreschi del registro superiore della cappella (immagine dal sito del Sacro Monte di Varallo)

Il laser per il restauro della cappella della Strage degli innocenti del Sacro monte di Varallo. L’intervento rientra nel programma di opere del periodo 2020-2022 e interessa gli affreschi dell’edicola, lavoro che segue il recupero della statuaria. La Fondazione San Paolo ha erogato un contributo di 280mila € per la sistemazione della cappella 11 che avverrà in più tranches.

Il primo lotto riguarda il registro superiore del sacello in cui i sopralluoghi hanno individuato tre diverse fasi decorative. Il restauro partirà quindi da volta, costoloni e lunette laterali e il laser è il metodo più adatto ad evitare la perdita degli stati sottostanti dei dipinti. L’Ente di gestione dei Sacri Monti in accordo con la Soprintendenza verificherà le operazioni di pulitura da eseguire anche sulle pareti della cappella.

Per la prima parte del restauro della cappella della Strage degli innocenti la spesa è di 133mila €

Lo studio che si occupa dell’opera conservativa delle pitture murarie rimuoverà la patina che rende opachi i colori, riportando in luce la decorazione cinquecentesca. Rifacimenti ottocenteschi e un restauro del Novecento hanno infatti coperto i dipinti del Fiamminghino risalenti al 1590. I ritocchi del secolo scorso hanno interessato tutti i volti dei protagonisti dell’episodio evangelico, gli sfondi e i panneggi. Gli esperti devono valutare se sia opportuno lasciare uno strato più o meno sottile di ridipintura, nelle aree in cui non c’è la decorazione originale sottostante. L’azienda che ha ottenuto l’appalto delle opere ha 180 giorni per terminare l’intervento per cui sono stanziati 133mila €.

La cappella della Strage degli innocenti del Sacro monte di Varallo è stata completata nel 1586 e l’interno riprende il Libro dei Misteri di Galeazzo Alessi. La famiglia D’Enrico di Alagna lavorò al progetto insieme agli scultori Giacomo Paracca Bargnola e Michele Prestinari. Le statue sono in terracotta policroma.

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