Il percorso di visita per disabili di Villa della Regina si amplia con un’App e un modello tattile. Questa mattina a Torino è in programma la presentazione del progetto che migliora la fruibilità del museo-residenza nobiliare da parte degli ipovedenti e può diventare una guida virtuale utile a tutti i visitatori. Il complesso è uno dei musei piemontesi che mette a disposizione dell’utenza uno strumento per organizzare la visita autonomamente. Al termine della presentazione autorità e convenuti parteciperanno alla visita guidata con l’App Villa della Regina.

L’App, scaricabile da Google Play, è stata realizzata dall’associazione Amici di Villa della Regina onlus in collaborazione con Uici di Torino, col finanziamento della Fondazione Crt. Il progetto si propone di aumentare il pubblico del museo, sfruttando le tecnologie per offrire una simulazione di visita della residenza sabauda anche da casa. Le immagini degli interni e i testi descrittivi sono abbinati ad audio che illustrano la struttura e le sue caratteristiche, permettendo anche agli ipovedenti di apprezzare la struttura.
I contenuti dell’App Villa della Regina sono consultabili anche con Qrcode. A curare la parte storica un esperto d’arte e le responsabili del polo museale del Piemonte.

L’App Villa della Regina ha il patrocinio dell’Unesco

L’interno di Villa della Regina è accessibile ai disabili con l’ascensore e il percorso interno non presenta barriere architettoniche. Per visitare i giardini all’italiana, tra fontane e statue, è invece necessaria la presenza di un accompagnatore. La realizzazione di un modello tattile del complesso architettonico e dell’App Villa della Regina rendono la visita più coinvolgente per gli ipovedenti.
Per i promotori il progetto rappresenta un nuovo traguardo nella tutela e valorizzazione di Villa della Regina. Anche l’impegno dei volontari che hanno contributo all’iniziativa e permettono la realizzazione di appuntamenti durante tutto l’anno è un segnale dell’interesse per il complesso.

La residenza torinese risale alla prima metà del 17° secolo e nel 1669 diventò l’Istituto nazionale delle figlie degli ufficiali. Il complesso fu quasi distrutto durante guerra e, dopo degli interventi di recupero, trasformato in museo. Dal 1997 è Patrimonio dell’umanità dell’Unesco, organizzazione che ha patrocinato anche la realizzazione dell’App.

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