Apollo 11: Chi era l’equipaggio dello sbarco sulla Luna

Apollo 11 fu la missione spaziale che portò i primi uomini sulla Luna, gli astronauti statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin. La missione rappresentò il culmine della cosiddetta "corsa allo spazio" tra Stati Uniti e Unione Sovietica nel contesto della Guerra Fredda.

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50 anni fa precisamente il 16 Luglio 1969 – iniziava la famosa missione dell’Apollo 11 verso la Luna. Quattro giorni dopo, Il 20 luglio 1969, sbarcavano sulla Luna, sotto gli occhi di tutto il pianeta che li osservava dalle televisioni accese. 

Contesto storico

1950-60: Erano gli anni della guerra fredda, una rivalità geopolitica tra Stati Uniti e Unione Sovietica, le due maggiori potenze mondiali. Una delle sembianze che assunse la guerra fredda tra queste due superpotenze fu la cosiddetta “Corsa allo spazio“, una sfida ad ottenere maggiori successi spaziali attraverso lanci di missili, satelliti e la conquista della Luna. La corsa allo spazio iniziò dopo il lancio del satellite sovietico Sputnik 1 il 4 ottobre 1957. Questo evento diede un segnale forte all’America, ossia quello che l’Unione Sovietica era al pari degli Usa a livello di superiorità militare, economica e tecnologica. Nel 1962 John Fitzgerald Kennedy, fece un celebre discorso importante alla Rice University: “Abbiamo deciso di andare sulla Luna. Abbiamo deciso di andare sulla Luna in questo decennio e di impegnarci anche in altre imprese, non perché sono semplici, ma perché sono ardite, perché questo obiettivo ci permetterà di organizzare e di mettere alla prova il meglio delle nostre energie e delle nostre capacità, perché accettiamo di buon grado questa sfida, non abbiamo intenzione di rimandarla e siamo determinati a vincerla, insieme a tutte le altre”.

Discorso del Presidente Kennedy nel 1962 alla Rice University

Il vero successo di Kennedy fu proprio quello di aver dato il via alla conquista dello spazio cosmico da parte degli Stati Uniti, alla ricerca di una nuova frontiera. In America, infatti, è lo spazio il solo strumento finalizzato alla risoluzione dei conflitti e, di conseguenza, l’obiettivo della politica Americana non potrà che essere la creazione, la scoperta, l’invenzione e la conquista di un nuovo spazio. L’unica vera causa del conflitto è, difatti, la mancanza di spazio.

Kennedy, non solo si preoccupava di ciò che i cittadini di altre nazioni pensassero degli Stati Uniti, ma soprattutto della percezione del potere statunitense. Era quindi considerato intollerabile che l’Unione Sovietica fosse più avanzata nel campo dell’esplorazione spaziale. Considerata la superiorità dell’Unione Sovietica che vantava i migliori missili, agli Stati Uniti rimaneva una sola sfida che potesse rappresentare un traguardo ancor più spettacolare: la conquista della luna con la missione Apollo 11.

Andiamo a vedere chi era l’equipaggio dell’Apollo 11, cui nomi resteranno legati uno all’altro per sempre.

Equipaggio Apollo 11

Armstrong-Collins-Aldrin
Buzz Aldrin, Neil Armstrong, Michael Collins

L’equipaggio dell’Apollo 11 non fu caratterizzato da una raggiante amicizia ma piuttosto da una relazione lavorativa. Armstrong, comandante dell’Apollo, era un persona sobria e misurata ed era noto per essere distaccato. Collins, pilota del modulo di comando, era un tipo solitario e confessò di aver respinto i tentativi di Aldrin di creare un rapporto più personale. Buzz Aldrin, pilota del modulo lunare, non era un tipo simpatico, anzi, era ritenuto un presuntuoso e un saccente. Fino alla metà di marzo del ’69 fu una corsa a due per il ruolo di comandante, che vide infine trionfare Neil Armstrong, decisione mandò su tutte le furie Aldrin. Aldrin e Collins definirono i membri dell’equipaggio “amichevoli sconosciuti”, mentre Armstrong, non d’accordo con questa affermazione, affermò di essersi trovato bene con tutti gli equipaggi con cui ha lavorato.

Missione

Lancio Apollo 11 Saturn V

Il 16 Luglio del 1969 è stato il giorno in cui si è realizzato il sogno auspicato dal presidente Kennedy. Dalla piattaforma di lancio 39A, nel complesso di Kennedy Space Center, in Florida, l’enorme razzo Saturn V era pronto per portare in orbita i tre astronauti dell’Apollo 11.

L’impossibile che diventa possibile… finalmente si era realizzato un sogno dell’uomo sotto gli occhi di milioni di telespettatori di fronte alle televisioni in bianco e nero. Le stime degli spettatori, nelle vicinanze del lancio, contavano circa un milione di spettatori. Inoltre, c’erano circa 3.500 rappresentanti dei media, due terzi dagli USA e il restante da altri 55 paesi. Il lancio è stato trasmesso in diretta televisiva in 33 paesi, con una audience di 25 milioni di spettatori solo negli Stati Uniti. Nel mondo sembra che 900 milioni di persone abbiano seguito lo sbarco in televisione, oltre 20 milioni di queste italiani.

Il presidente Richard Nixon seguì il lancio dal suo ufficio alla Casa Bianca in compagnia del suo ufficiale di collegamento con la NASA, l’astronauta Frank Borman, comandante della missione Apollo 8.

In Italia, invece, fu Tito Stagno ad accompagnare gli italiani e a condurre una delle dirette che rimaranno per sempre nella storia della televisione Italiana. Di seguito il video dell’intervista della Repubblica, in cui Tito Stagno racconta la notte della diretta televisiva.

L’allunaggio

Apollo 11 arriva sulla superficie lunare il 20 luglio 1969. Erano le 4.56 del 21 luglio in Italia quando Neil Armstrong diventa il primo uomo a posare i piedi sulla Luna. Indimenticabili le parole pronunciate da Neil che riecheggeranno eternamente nella storia dell’umanità: “Questo è un piccolo passo per un uomo, un gigantesco balzo per l’umanità”. Buzz Aldrin scende sulla luna nove minuti dopo e sarà, suo malgrado, ricordato come l’eccentrico eterno secondo. I due, dopo aver raccolto 22 chilogrammi di materiale e scattato innumerevoli fotografie, lasciano sul suono lunare la bandiera americana e una placca con incise le firme degli astronauti e la frase: “Qui uomini del pianeta Terra fecero il primo passo sulla Luna. Luglio 1969 d.C. Siamo venuti in pace con tutta l’umanità”.

Ritorno sulla terra

Recupero al ritorno dalla Luna nell’Oceano Atlantico

Armstrong, Aldrin e Collins tornano sulla Terra il 24 luglio 1969, quando il Modulo di Comando ormeggia nell’Oceano Atlantico. Tornati sulla Terra, gli astronauti sono dovuti restare in quarantena fino al 10 agosto del 1969.

Successivamente Aldrin abbandona la Nasa, diventa alcolista e, dopo aver divorziato due volte, finisce in una clinica per curare la sua depressione nervosa. Armstrong, invece, dopo aver visto il suo nome rimbalzare in ogni angolo del mondo, finisce a condurre una vita di provincia, chiudendosi sempre di più e facendo pochissime interviste, arrivando a vivere come un eremita. Per ultimo Collins che, dopo essersi ritirato dalla NASA nel 1970, accetta un lavoro nel Dipartimento di Stato come Assistente Segretario di Stato per gli affari pubblici. Dei tre è quello che soffrirà di meno il ritorno dalla Luna riuscendo a vivere senza ansie né depressioni. Infine, scriverà la sua biografia, Flying to the Moon.

Per celebrare il 50esimo anniversario dell’allunaggio, Google ha preparato un video commemorativo, commentato da Michael Collins. Il video presenta le fasi salienti della missione Apollo 11 verso la luna, proponendo alcune parti delle registrazioni con le comunicazioni tra la Terra e l’equipaggio della missione spaziale Apollo 11.

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