API Trust Token: estensione di Chrome per la trasparenza degli annunci

Google ha compiuto nuovi passi verso il suo grande piano generale per rinnovare l'ecosistema della pubblicità online. Lanciata la nuova Api Trust Token

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API Trust Token

Google ha lanciato questa settimana l’Api Trust Token. Un’estensione di Chrome che mostra quanti annunci vengono caricati su una determinata pagina Web. Quali inserzionisti o società di tecnologia pubblicitaria sono presenti nella pagina. E quali dati utente sono stati utilizzati per mostrare annunci personalizzati.

Google ha dichiarato di aver rilasciato l’estensione. Renderà semplice agli utenti la comprensione della visualizzazione degli annunci. La società aveva precedentemente mostrato informazioni sui propri annunci. Tramite il link ‘Perché questo annuncio‘. Ma si trattava di un meccanismo specifico di Google Ads.

La nuova estensione per la trasparenza degli annunci è stata costruita attorno a una nuova API. Chiamata ‘Schema di divulgazione degli annunci‘. Che crea un sistema uniforme. Attraverso il quale gli inserzionisti possono rivelare come funzionano i loro annunci.

Attualmente, l’estensione di Chrome estrae informazioni sullo schema di divulgazione degli annunci di Google. Le mostra all’interno dell’estensione. Ma Google spera che altri inserzionisti espongano presto un’API / schema simile per i loro sistemi. Per rendere l’estensione più utilizzabile. Aiutando anche gli utenti a capire come e perché stanno vedendo annunci specifici.

Informazioni visibili grazie alla nuova API Trust Token

  • Informazioni dettagliate sugli annunci della pagina Web. Incluso il numero di annunci sulla pagina;
  • un elenco di fornitori di annunci responsabili della pubblicazione nella pagina. Queste aziende pubblicano annunci o forniscono la tecnologia pubblicitaria. Aiutando gli stessi a comparire in questa pagina;
  • Informazioni su motivi per cui gli annunci vengono visualizzati su una pagina. Una combinazione di diversi fattori. Proprio questi dati decidono quale annuncio verrà mostrato in una pagina:
    • dati demografici: possono includere età, sesso e altre informazioni (fornite o dedotte);
    • campagna di marketing: una visita al sito Web dell’inserzionista. Permettendo di aggiungere l’utente ad una campagna di marketing;
    • la posizione generica: come paese o città;
    • la posizione specifica;
    • gli interessi: argomenti relativi ai siti Web visitati o agli interessi forniti;
    • contesto: argomenti mostrati a chiunque visiti la pagina;
    • Altre informazioni;

L’estensione elencherà anche le società del settore della tecnologia pubblicitaria, in generale. Come le società che caricano pulsanti di social media, analisi web o script di monitoraggio sulla pagina.

Ognuna di queste aziende, visibile nella sezione Entità, Google le collegherà anche alla politica sulla privacy di ciascuna società. Ciascuna azienda dovrà elencare quali dati raccolgono sugli utenti e come li archiviano.

PARTE DI UNO SFORZO PIÙ AMPIO

L’estensione rilasciata questa settimana fa parte di un progetto più ampio di Google. Servirà a rinnovare l’ecosistema pubblicitario. Per riconquistare la fiducia degli utenti.

Già a partire dalla primavera del 2019, Google ha deciso di cambiare i fondamenti della pubblicità web.

Il piano di Google per prevenire una confusione futura si concentrava sulla gestione delle tecnologie più vecchie. Si consentiva quasi tutto l’ecosistema pubblicitario. Ma oggi è diventato quasi tossico e Google ha sentito il bisogno di maggiore trasparenza.

Un grande lavoro

La prima cosa che Google ha fatto è stata l’eliminazione graduale dei cookie di terze parti. Una tecnologia che ha permesso agli inserzionisti di monitorare gli utenti attraverso i browser e con incredibile precisione.

In secondo luogo, Google ha implementato un blocco degli annunci integrato in Chrome. Bloccando gli annunci su i siti Web che si comportano male.

Per quanto riguarda la tecnologia pubblicitaria di oggi, Google ha annunciato nel 2019 la Privacy Sandbox. Una nuova tecnologia da incorporare in Chrome che funziona condividendo sufficienti informazioni sugli utenti. In questo modo gli inserzionisti possono organizzare gli utenti in gruppi generici. Ma non abbastanza per creare profili individuali dettagliati( ovvero “a questo utente piacciono le auto sportive” anziché “questo utente ha visitato i siti Web BMW e McLaren 20 ore fa”).

Inoltre, Google ha anche annunciato un’altra nuova tecnologia chiamata Budget per la privacy. Funziona limitando il numero di volte in cui gli inserzionisti potevano interrogare i dati sui dettagli degli utenti dalle API del browser.

La nuova API Trust Token

Questa settimana, Google ha anche annunciato ufficialmente un’altra nuova API rispettosa della privacy. Su cui i suoi ingegneri hanno lavorato per un migliore ecosistema pubblicitario.

Chiamata API Trust Token. Si tratta di una nuova tecnologia del browser. Risolve un problema che verrà visualizzato una volta rimosso completamente il supporto per i cookie di terze parti.

Sconosciuti a molti, oltre a tracciare gli utenti sul Web, i cookie di terze parti erano anche un sistema di rilevamento antifrode e anti-bot ideale.

La nuova API Trust Token funzionerà generando token unici con firma crittografica per ciascun utente che gli inserzionisti non possono utilizzare per il monitoraggio. Ma i proprietari di siti Web possono comunque accedere per determinare se un utente è un bot o una persona reale.

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