Antonio Ligabue nella collezione Corporate BPER Banca

Gli animali e le scene dei campi della collezione di BPER Banca nell'opera dell'artista

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Antonio Ligabue
A Modena la mostra di Antonio Ligabue

La Galleria BPER Banca si apre al contemporaneo con una mostra dossier di Antonio Ligabue. Sarà inaugurata negli spazi espositivi di via Scudari, 9 a Modena in occasione di festivalfilosofia dal 16 al 18 settembre. L’Istituto bancario è main sponsor.


Antonio Ligabue: Il tormento di un’anima naif


L’opera di Antonio Ligabue è collegata a festivalfilosofia?

Curata da Sandro Parmiggiani, l’esposizione si svilupperà a partire da quattro importanti dipinti appartenenti alla collezione d’arte di BPER Banca. Accanto ai dipinti di proprietà dell’istituto bancario, sarà esposta una selezione di opere provenienti da collezioni private. Quindi rappresentano i principali filoni cui si è dedicato l’artista: dalle lotte senza tregua tra gli animali selvaggi agli autoritratti. Alcuni sono scene di lavoro nei campi, nelle quali si fondono realtà dello sguardo e memorie della patria perduta. Intitolata Antonio Ligabue. L’ora senz’ombra. Il riconoscimento come artista e come persona, la mostra tratterà il tema della 22a edizione di festivalfilosofiaGiustizia. Un riferimento alla vicenda biografica dell’artista, dall’esilio dalla Svizzera fino ai ricoveri forzati in ospedale psichiatrico. L’Ente di credito da tempo si impegna a combattere ogni forma di pregiudizio tramite progetti e azioni volti alla valorizzazione della diversità e dell’inclusione.

L’artista e la diversità

Sabrina Bianchi, responsabile Brand e Marketing Communication e del Patrimonio culturale di BPER Banca parla della mostra. «Giustizia è la parola chiave di questa edizione di festivalfilosofia e ci permette di portare l’attenzione, attraverso l’arte, su temi importanti come diversità e inclusione. Le dimensioni e la complessa articolazione della corporate collection dell’Istituto offrono la possibilità di presentare percorsi espositivi sempre originali. Diventano quindi strumenti privilegiati per affrontare temi anche fra loro diversi per contenuti e profondità temporale. La proposta dell’esposizione, toccante e profonda, ci permette di raccontare non solo le opere, ma la vita di un artista che ha dovuto combattere la “colpa della diversità”.

La forza dei dipinti di Antonio Ligabue

La responsabile prosegue così. «E trovandosi di fronte ai suoi straordinari dipinti, sempre intensi e potenti, sarà impossibile non interrogarsi sul significato della “diversità”. Le tele di Antonio Ligabue di proprietà di BPER Banca ci permetteranno di aprire, per la prima volta, le porte de La Galleria all’arte contemporanea. Accompagniamo il pubblico in un percorso espositivo inclusivo, progettato con il contributo di Andrea Isola. Valori, vicinanza, condivisione. La Galleria BPER Banca vuole trasmettere coinvolgendo, con un dialogo e un confronto continuo, un pubblico sempre più ampio. Si presenta alle nuove generazioni insieme alle quali costruire, con l’arte e la cultura, una nuova visione del mondo e della contemporaneità». Il percorso espositivo comprende una ventina di dipinti, realizzati dal 1929 fino all’ultimo periodo di attività dell’artista. Infatti dal novembre del 1962 è impossibilitato a dipingere per motivi di salute.

I dipinti di Corporate collection di BPER Banca

Tra le opere della corporate collection di BPER Banca si segnalano Leonessa con zebra (1959-60) e Autoritratto con cavalletto (1954-55). La prima tela, selezionata come immagine guida della mostra, testimonia la passione di Ligabue per gli animali selvaggi. Le anatomie sono definite a partire dalle immagini recuperate dai libri di zoologia e dalle stampe popolari. La seconda invece raffigura Ligabue nell’atto di dipingere un gallo in uno scenario di aperta campagna, dove la natura, al pari del pittore, è ritratta in tutta la sua primordiale vitalità.

La campagna di Antonio Ligabue

È inoltre esposta Aratura con buoi (1953-54), opera raffigurante un contadino di spalle che spinge faticosamente un aratro trainato da due buoi bianchi su un terreno brullo. In lontananza si scorgono un paesaggio verdeggiante e una città. Ritorno dai campi con castello (1955-57), infine, nasconde un dettaglio autobiografico. Sullo sfondo, oltre il contadino, i cavalli e il cane che tornano in paese, è dipinto un lago al cui centro svetta un castello con guglie e banderuole al vento, forse ricordo della natia Svizzera.

Antonio Ligabue, le opere da collezioni private

Caccia grossa (1929) in cui Ligabue si auto-raffigura, mentre guarda una delle sue scene di lotta per la vita. Leopardo con serpente (1937) è emblema della privazione della libertà che lui sta patendo. Autoritratto (1940) corrisponde all’affermazione della sua duplice identità di uomo e artista, mentre Circo (1941-1942) è un dipinto di stordente abilità compositiva. Infine Autoritratto con mosche (1956-1957) è aperta allusione alla fine della vita.

Ligabue e la drammaticità della vita

Sandro Parmiggiani commenta la mostra di Ligabue. «Se si guarda nell’insieme all’opera di Ligabue ci si rende conto che lui è essenzialmente un artista tragico. Della vita ha spesso rappresentato l’aspetto più drammatico e doloroso: la lotta per sopravvivere o affermarsi, in cui una vittima soccombe al carnefice e viene sacrificata. Il lento cammino delle sue umane sembianze verso l’esito finale. Certo, ci sono anche le scene di lavoro nei campi, con i contadini e il bestiame, e gli animali domestici, ma nei suoi autoritratti la visione tragica s’esercita prima di tutto su di sé. L’uomo sgraziato pare avere qualche punto di tangenza con l’animale. In fondo, Ligabue vedeva le bestie, domestici e feroci, come una parte costitutiva, essenziale, del creato, che lui si impegnò a salvare in una sorta di “arca pittorica”. Convinto che anche in essi palpitasse un’anima e che fossero parte essenziale, assieme alla vegetazione, del creato.

La solitudine dell’artista

«Antonio – prosegue il curatore – sembra precipitare, per gran parte della sua vita, in un baratro di dolore e di solitudine. Non cede mai, tuttavia, alla tentazione della resa, del “rifiuto della vita”, quando si arriva a scegliere un distacco risolutorio dalle sofferenze quotidiane. Cerca sempre, invece, di risalire faticosamente lungo le pareti scivolose dell’abisso, costantemente alla ricerca di una dignità e di un riconoscimento che lui sente essergli dovuti».

Il catalogo di Antonio Ligabue

Il catalogo della mostra è arricchito da alcune testimonianze documentarie provenienti dall’Archivio ex Ospedale psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia. I materiali sono raccolti e pubblicati con la disponibilità di Gian Maria Galeazzi, Direttore del Dipartimento a attività integrata Salute Mentale e Dipendenze Patologiche. Ha collaborato anche la responsabile Chiara Bombardieri che ha ricostruito la storia personale di Ligabue e la sua tormentata vicenda psichiatrica. L’artista ha comunque dato vita a opere di straordinaria forza comunicativa che ancora oggi affascinano per la loro moderna visionarietà. Il punto di vista clinico è anche approfondito da un testo dello Psichiatra Domenico Nano. La mostra è promossa da La Galleria BPER Banca in collaborazione con la Fondazione Palazzo Magnani. Si inserisce nel programma di eventi, mostre e performance di Identità Inquieta. Si tratta del cartellone che riunisce istituzioni culturali del territorio per esplorare il tema dell’identità da diversi punti di vista.

Gli orari

L’esposizione sarà visitabile gratuitamente dal 16 settembre al 5 febbraio 2023 venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 18. In occasione di festivalfilosofia la Pinacoteca sarà aperta il 16 e 17/9 dalle 9 alle 23, domenica 18 dalle 9 alle 21. Chiusura natalizia: 23, 24 e 25 dicembre 2022 e 30, 31 dicembre e 1 gennaio 2023. Visite guidate, gruppi e aperture straordinarie su prenotazione. Catalogo disponibile presso la sede espositiva.

Immagine da cartella stampa.