Antonio Canova: il simbolo assoluto dell’arte neoclassica

0
1513

Antonio Canova è un pittore ed uno scultore italiano, tra la seconda metà del 700 e la prima parte dell’800. Inoltre, la distinzione artistica di Canova emerge nella corrente neoclassica, in cui diviene il massimo esponente. A fronte di ciò, le prime opere nascono agli inizi del periodo napoleonico, dove l’artista diviene il ritrattista dell’Imperatore. Allorché, tra le prime realizzazioni scultoree e pittoriche ci sono: “Il Napoleone” (che personifica il Marte Pacificatore), i busti dei Napoleonici, il ritratto di Paolina Bonaparte (che personifica la Venere vincitrice)”.

Antonio Canova: la biografia

Antonio Canova nasce a Possagno, l’1 novembre 1757 e decede a Venezia, il 13 ottobre 1822. La famiglia vive nel territorio trevisano ed appartiene ad un ceto benestante, proprietario di cave del luogo. I genitori sono Pietro Canova ed Angela Zardo, di cui il padre è architetto e “lavoratore in pietra”. Durante l’infanzia, Antonio perde il padre e cresce con le cure del nonno Pasino. Mentre la madre sposa Francesco Sartori, con il quale inizia una nuova vita.

Antonio Canova ed il nonno

Il nonno paterno Pasino esegue lavori scultorei per chiese e ville, con grande abilità. Inoltre, il nonno possiede le conoscenze marmoree e scultoree della bottega di Giuseppe Bernardi, noto come “il Torretti”. A ragion per cui, Pasino esegue importanti lavori, come: “il rilievo marmoreo con Madonna (per villa Falier ai Pradrazzi di Asolo), i due Angeli in pietra (nella chiesa di Monfumo)” ed altri nella chiesa di Thiene. Ciò nonostante, il nonno evidenzia un carattere burbero, con l’incapacità di gestione del denaro. Di fatto, la sensibilità di Antonio subisce l’instabilità caratteriale e dura del nonno, con segni permanenti.

Antonio Canova e le prime orme nella scultura

Nonostante la rigidità caratteriale di Pasino, il nipote riceve dei validi insegnamenti nel mondo della scultura. Inoltre, il talento artistico di Antonio risulta presto evidente al nonno, che lo inserire nella scultura della pietra, nel cantiere di villa Falier. Durante l’apprendimento dell’arte lapicida, Antonio denota la vena talentuosa ed espressiva. Allorché, Giovanni Falier inserisce Antonio presso la bottega di Bernardi, per la formazione professionale.

Antonio Canova: a Venezia nella bottega di Torretti

Nel 1768, Antonio raggiunge Venezia, dove regnano diversi stili artistici e culturali. A fronte di ciò, il contratto di garzonado garantisce ad Antonio il sostentamento, per vitto ed alloggio. Di fatto, il giovane artista può frequentare i corsi serali de “l’Accademia di Nudo”, a Fontegheto de la Farina, nel bacino di San Marco. Dal 1770, Antonio riesce a lavorare in bottega per metà giornata, grazie al nonno che lo sostiene a livello economico, con la vendita di un podere. Mentre, la parte restante della giornata, Antonio ha modo di proseguire nello studio del materiale statuario. A fronte di ciò, la formazione di Canova giunge nella Galleria di Cà Farsetti, a Rialto, con i calchi in gesso di statue antiche e moderne.

L’impronta indelebile classica

A Venezia la cultura classica entra nel pensiero e nelle tecniche iniziali scultoree di Canova, che abbraccia ed apprende in più forme. Di fatto, l’artista matura le conoscenze marmoree e scultoree nelle tecniche e nei segreti della materia. Oltretutto, Canova riceve anche le conoscenze necessarie sulla gestione di una bottega, sia in ambito economico che tecnico.

La nascita delle prime opere

Nel 1773 circa, nascono i primi lavori dell’artista, tra cui “Canestri di frutta, Euridice, Orfeo”. Qualche anno dopo, Canova espone le prime opere, alla fiera annuale dell’arte di Venezia. Allorché, lo scultore ottiene grande successo nell’ambiente artistico, con l’ascesa professionale.

Nell’Accademia di Venezia

Nel 1777, Canova apre uno studio nuovo dagli spazi più ampi, in cui realizza “Dedalo ed Icaro”. A fronte di ciò, Canova esegue le opere su commissione, del procuratore Vettor Pisani, dove emerge il talento ed il prestigio assoluto. In seguito, l’artista riceve la nomina di “membro dell’Accademia Veneziana” e crea in dono di riconoscimento “Apollo”. Negli anni successivi, lo scultore per il talento e successo artistico riceve l’offerta di una cattedra d’insegnamento, che rifiuta.

A Roma

Nel 1779, Canova giunge a Roma con l’architetto Selva, dove soggiorna nella cultura e nell’arte per un anno. Inoltre, presso la Santa Sede l’ambasciatore veneto Zulian accoglie con entusiasmo Canova. In realtà, lo scultore riceve uno studio personale ed un alloggio in Palazzo Venezia. Allorché, le giornate dello scultore trascorrono costantemente al Museo di Roma, tra statue, colossi, bassorilievi, templi, tombe, archi di trionfo ed affreschi. Inoltre, l’arte classica romana apre a Canova le porte delle più prestigiose collezioni romane, nei Musei Vaticani. A fronte di ciò, Canova osserva ed ammira con grande interesse,  soprattutto “l’Apollo del Belvedere”. In seguito, lo scultore frequenta la scuola di nudo de “l’Accademia di Francia”.

Le belle forme di Batoni

Canova esegue lavori per il pittore Batoni, di cui apprezza il disegno dalle belle forme, dal tratto tenero. Inoltre, Zulian dispone a Canova il sostegno formativo di Foschi, per colmare le lacune linguistiche e culturali. A fronte di ciò, Canova apprende la conoscenza  delle letture classiche e latine (con la storia mitologica classica), l’italiano, l’inglese e francese.

Lo stile dell’artista

Lo stile di Canova segue l’ideale neoclassico di Winkelmann, che intende la civiltà greca superiore ad altre, in quanto unico soggetto che cattura l’arte, nel connubio di “virtù e purezza”. Nel 700 ed inizi 800, Canova diviene la figura simbolo della corrente neoclassica, in simbiosi e parallelismo con l’arte pittorica di Jaques Louis David. Attraverso le forme che la scultura genera, lo spazio, le dimensioni e la profondità della stessa, completano le arti visive e figurative. Tuttavia, Canova sfugge dall’idea dell’antico, piuttosto condivide l’originalità delle opere. Mentre predilige la creatività, nell’espressione del modello artistico greco classico.

Le opere

Tra le principali opere di Canova, figurano: “Canestro di frutta, Euridice, Orfeo, Giovanni Poleni, Dedalo e Icaro, Teseo sul Minotauro, Monumento funerario di Clemente XIV, Amore e Psiche che si abbracciano, Maddalena penitente”. Inoltre, seguono: “Adone e Venere, Ercole e Lica, Monumento funerario a Maria Cristina d’Austria, Napoleone Bonaparte come Marte pacificatore” ed altre opere.

La morte

Canova decede a Venezia, il 13 ottobre del 1822, nella casa dell’amico Florian, vicino a piazza San Marco.