Antonio Brasavola: alla Sorbona con de quodlibet scibile

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Antonio Brasavola è un medico, filosofo e botanico italiano del 1500. La notorietà del medico giunge sulle conoscenze botaniche antiche, che studia e scrive nell’opera l’Examen omnium simplicium medicamentorum. All’epoca sembra che Brasavola sia il primo medico nell’esecuzione di una tracheotomia. Altre opere dello studioso sono: La vita di Iesu Cristo, De hominum aequalitate, Mille anni di scienza in Italia, Science Cosmology and Religion in Ferrara ed altre.

Antonio Brasavola chi è?

Antonio Brasavola nasce a Ferrara il 16 gennaio 1500 e decede nella città di origine, nel 1555. La formazione scolastica avviene con gli insegnanti medici botanici Niccolò da Lonigo e Giovanni Manardi. All’età di diciannove anni, Antonio consegue la laurea in filosofia e medicina. A fronte di ciò, Brasavola diviene professore universitario della propria città.

Durante l’attività didattica, Brasavola ha come allievo l’anatomista e naturalista padovano Gabriele Falloppio. In seguito, il medico ferrarese contribuisce alla trasformazione dell’Università di Ferrara, in Centro d’Europa di studi naturalistici e botanici. Dopo qualche anno, il medico lavora al servizio del duca Ercole II, al quale dimostra le proprie conoscenze letterarie e dialettiche, con la discussione de quodlibet scibile, presso la Sorbona.

Di fatto, il re Francesco I conferisce a Brasavola la nomina di Antonio Musa e la croce di San Michele. Nel 1536, il botanico scrive l’opera dal titolo l’Examen omnium simplicium medicamentorum, in cui le proprie conoscenze della materia superano gli studi antichi. Intorno ai primi anni Quaranta, Brasavola decide il trasferimento a Roma, dove raggiunge il pontefice Paolo III. Di fatto, grandi personaggi noti seguono le cure mediche di Brasavola, di cui: Francesco I di Francia, Carlo V, Enrico VIII d’Inghilterra.

Gli studi naturalistici e le opere

Nel Cinquecento, Brasavola con il consenso del duca impianta un orto botanico, con l’obiettivo di valutare in campo farmaceutico, le soluzioni mediche antiche. In verità, lo studioso esegue delle analisi botaniche, in cui si avvale delle conoscenze del metodo sperimentale. Durante la carriera medica, Brasavola acquisisce l’erudizione e la sapienza  sulla materia, tanto da ricevere il merito d’onore dal re di Francia e dalle personalità di prestigio della Corona.

Durante il Rinascimento, l’Università di Ferrara raggiunge il prestigio di prim’ordine nella cultura. A ragion per cui consegue un flusso di studenti stranieri, che accoglie l’eccellenza accademica, tra cui Niccolò Copernico. Dalla botanica alla medicina, l’Università ferrarese ottiene una risonanza culturale europea. Mentre, il medico ferrarese avverte la necessità di verificare le proprietà degli studi botanici, che contengono gli scritti antichi. Dalla nascita dell’orto botanico a disposizione del medico, per favore del duca, gli studi naturalistici proseguono con la coltivazione di altre piante, anche esotiche.

Inoltre, le provenienze botaniche riguardano le aree geografiche della Grecia e dell’Asia Minore. Ma il medico ferrarese giunge all’identificazione delle piante, che gli studiosi antichi scrivono tra le opere. Per esempio, nel libro di Teofrasto e Plinio, la pianta del cedro risulta diversa per Brasavola, rispetto alle caratteristiche liguri e campane descritte. A fronte di ciò, il botanico sostiene il ruolo insostituibile dell’esperienza, nella ricerca di nuove specie vegetali e dei risultati delle loro proprietà medicinali.

Tra le opere più note di Brasavola, si ricordano: In libros de ratione victus in morbis acutis Hippocratis et Galeni commentaria et annotationes, De hominum aequalitate, De medicamentis, tam simplicibus quam compositis catharticis quae vnicuique humori sunt propria, In Porphyrii isagofas vel quinque voces comentatio ed altre. Il botanico ferrarese decede a Ferrara nel 1555.

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