ANTONIO BANFI: IL MAESTRO ANTIDOGMATICO

Il ricordo di Antonio Banfi

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Antonio Banfi

Filosofo, pensatore antidogmatico e accademico, Antonio Banfi nacque il 30 settembre 1886 a Vimercate. Oggi ricordiamo la sua lezione filosofica.

ANTONIO BANFI: CENNI BIOGRAFICI

Il Banfi nacque in una famiglia dagli ideali cattolici e liberali, crebbe in un ambiente un po’ borghese e si laureò in Lettere alla Regia accademia scientifico-letteraria di Milano. Dopo la laurea in Lettere conseguì anche quella in Filosofia. Visse un periodo di studio in Germania presso la Facoltà di Filosofia di Berlino.

Ritornato in Italia insegnò in diversi Licei.

BANFI E L’IMPEGNO POLITICO

Pur non militando nel movimento socialista, Banfi assunse nette posizioni di sinistra. Partecipò all’organizzazione della “cultura popolare” diventando in poco tempo una delle personalità più in vista del mondo democratico della città di Alessandria.

Nel 1925 fu tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali antifascisti redatto da Benedetto Croce.

Dal 1941 fu docente di Storia della Filosofia all’Università degli Studi di Milano. Diresse la rivista “Studi Filosofici”.

Nel secondo dopoguerra, precisamente nel 1948, fu eletto al Senato della Repubblica con la lista del Partito Comunista Italiano.

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LA SCUOLA DI MILANO DI ANTONIO BANFI

La “Scuola di Milano” prese le mosse proprio dalle lezioni di Antonio Banfi. Del pensatore si ricorda, ancora oggi, la sua apertura mentale. Per Banfi un filosofo non è un uomo che gioca con le parole. Un filosofo è dentro a un corso della cultura e sa che ogni parola appartiene a una comunità culturale.

Il pensatore è tale perché fa nascere sempre il pensiero. Probabilmente il più prezioso tra gli insegnamenti di Antonio Banfi è proprio il concetto di filosofia e pensiero. Dal pensiero deve nascere la capacità di entrare in relazione con una pluralità di elementi.

IL RAZIONALISMO CRITICO

La ragione è discernimento critico e trascendentale. Essa sistematizza l’esperienza ma non deve pervenire a dogmi. Che cosa significa? C’è di base per la filosofia di Banfi il “poliprospettivismo”. Parliamo di un’apertura a tutte le diverse prospettive che insistono su un determinato punto. Si porta in luce l’esigenza di un ritorno all’esperienza. Bisogna partire dall’esperienza e tenere conto delle innumerevoli mediazioni culturali. È importante interrogarsi sull’impatto tra le mediazioni e relazioni culturali e l’esperienza su cui esse avvengono e intorno a cui esse girano.

Dunque la filosofia è l’indispensabile strumento per una analisi critica della realtà. La filosofia di Banfi è, ancor di più, una forza rigorosa e affascinante che prospetta la ragione completamente immersa nella realtà.

Antonio Banfi e la filosofia

SOCRATE: L’ESEMPIO DI ANTONIO BANFI

Socrate è stato sempre l’esempio mirabile di Banfi. Anche il filosofo di Vimercate tanto quanto il filosofo del “non sapere” era solenne ma carismatico. Molto noto e amato tra gli uditori, confermò negli anni trenta del novecento, quindi negli anni in cui la libertà accademica era molto limitata, l’immagine del “maestro tra gli allievi”.

Banfi rispetto al filosofo greco diceva sempre: “Socrate non è stato una filosofia ma una vita”. Bene, anche lui tendeva ad assumere nelle sue classi universitarie una figura paterna, benevola, maieutica.

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