Antoni Gaudi, genio dell’architettura

Il 10 giugno 1926 moriva il genio spagnolo dell'architettura moderna

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Il 10 giugno 1926 moriva in Spagna Antoni Gaudi, architetto straordinario espressione del modernismo architettonico.

La sua infanzia sulle montagne di Riudoms lo avevano accostato alla natura che, come opera del Creatore, era fonte della conoscenza più elevata.

Lo studio della natura ha influenzato il suo senso dell’architettura, soprattutto nella ricerca di quell’armonizzazione degli elementi e dei colori che trasporrà nelle sue opere.

In questo modo la sua architettura si trasformava in un’opera, bella, sostenibile ed efficace. Per questo la filosofia di Gaudì era: “L’originalità consiste nel ritorno alle origini”.

Trasferitosi a Barcellona nel 1870 per seguire gli studi di architettura, cominciò ben presto a lavorare proprio per mantenersi.

E quando ottenne il titolo, i suoi professori erano persuasi di trovarsi di fronte un tipo originale, fuori dai normali canoni, che avrebbe rivelato in seguito se si trattava di genialità o di stravaganza.

Ma la fortuna per Gaudì arrivò a metà del 1878 quando incontrò l’industriale mecenate Eusebi Guell.

La loro amicizia garantì all’architetto la possibilità di sviluppare a piene mani la sua arte, il suo estro, che ci ha regalato opere di primaria importanza.

Molti dei suoi progetti furono convertiti in realizzazione piena, che garantirono fama al suo autore.

Basti pensare a Park Guell, alla Pedrera, a casa Batllo, alla Sagrada Familia, naturalmente, solo per rimanere a Barcellona.

Il culmine della sua fama coincise con il momento in cui Gaudi decise di ritirarsi dalla vita pubblica.

Amante del teatro e dei ristoranti alla moda, infatti, in un baleno, si chiuse in una sorta di reclusione personale, rifulgendo tutto ciò che lo aveva attirato fino ad allora: la vita pubblica, i bei vestiti, i ristoranti rinomati.

Quando morì, proprio il 10 giugno, investito da un tram, subito non fu riconosciuto a causa del suo aspetto trasandato.

Solo una volta trasportato in ospedale, il sacerdote della Sagrada Familia lo riconobbe.

Ebbe funerali solenni, salutato da tutti gli abitanti di Barcellona, lui che aveva deciso di ritirarsi dalla vita pubblica per non sentirsi sotto i riflettori della notorietà.

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