Antisemitismo sul web, un fenomeno in crescita che desta sempre più allarme

Un post antisemita ogni 83 secondi, i social come nuovo strumento per esprimere e diffondere odio.

Secondo una ricerca del Congresso ebraico mondiale, i post antisemiti apparsi sul web sono stati 382’000 solo nel 2016, con una frequenza di un post ogni 83 secondi.

Il web, si sa, non è che il riflesso di ciò che accade nella vita reale, uno strumento che spesso consente di esprimere nella maniera più vigliacca l’odio che si registra quotidianamente nella nostra società.

Così l’antisemitismo ha trovato modo di farsi strada nei social media e nel web, affermandosi come fenomeno purtroppo sempre più in crescita.

Poco meno di una settimana fa un senatore della Repubblica italiana, Elio Lannutti (M5S), ha scritto, in un tweet poi prontamente rimosso :”Il Gruppo dei Savi di Sion e Mayer Amschel Rothschild, l’abile fondatore della famosa dinastia che ancora oggi controlla il Sistema Bancario Internazionale, portò alla creazione di un manifesto: “I Protocolli dei Savi di Sion“.

Tale documento, come tutti sanno, è il più grande e clamoroso falso storico creato, al fine di incoraggiare e giustificare i pogrom, dalla polizia segreta zarista all’inizio del Novecento, ed è alla base dell’antisemitismo moderno e di molte teorie complottiste.

Per avvalorare la sua tesi il senatore ha poi condiviso un link che rimandava ad un sito antisemita e, nonostante il senatore si sia giustificato dicendo che “condividere un link non significa condividere i contenuti”, sulla pagina del sito condivisa da Lannutti si legge: “Rothschild aiutò e finanziò l’ebreo Adam Weishaupt, un ex prete gesuita, che a Francoforte creò il famigerato gruppo segreto dal nome ‘Gli Illuminati di Baviera’. Weishaupt prendendo spunto dai ‘Protocolli dei Savi di Sion’ elaborò verso il 1770 ‘Il Nuovo Testamento di Satana’, un piano che porterà una piccola minoranza di persone al controllo globale. La sua strategia si basava sulla soppressione dei governi nazionali e sulla concentrazione di tutti i poteri sotto unici organi da loro controllati”.

“Loro- prosegue il testo -hanno un piano ben preciso che portano avanti a piccoli passi, proprio per non destare alcun sospetto. Creare la divisione delle masse, è un passo fondamentale, in politica, nell’economia, negli aspetti sociali, con la religione, l’invenzione di razze ed etnie ecc… Scatenare conflitti tra stati, così da destabilizzare l’opinione pubblica sui governi, l’economia e incutere timore e mancanza di sicurezza nella popolazione. Corrompere con denaro facile, vantaggi e sesso, quindi rendere ricattabili i politici o chi ha una posizione di spicco all’interno di uno stato o di un’organo statale. Scegliere il futuro capo di stato tra quelli che sono servili e sottomessi incondizionatamente”.

Il Vicepremier Di Maio ha preso subito le distanze, condannando fermamente l’episodio in qualità di capo politico del M5S, ma non risulta tuttavia che ci sia stata alcuna discussione in merito all’espulsione del senatore Lannutti dal Movimento, che pure ha già espulso vari parlamentari per l’espressione di semplice dissenso.

Al 10 dicembre 2018 risale invece il furto, in via Madonna dei Monti 82, a Roma, di venti pietre d’inciampo dedicate alle vittime dell’Olocausto.

Le pietre d’inciampo della famiglia Di Consiglio a Monti in una foto che risale a quando furono installate (Repubblica.it)

Queste targhe, della dimensione di un sanpietrino, erano state poste davanti ai portoni delle case situate in quella via in ricordo delle vittime della Shoah deportate da quei palazzi.

Il furto delle pietre non ha tuttavia suscitato lo sdegno di tutta la comunità online, ma ha anzi suscitato un gran numero di attacchi antisemiti da parte di vari utenti.

Fra i tanti post segnalati, ce ne è uno che accusa gli ebrei di aver operato il furto delle pietre a scopo propagandistico per “offrire un grande servigio alla Holocaustica Religio”.

Sulla pagina Facebook, con circa 43 milioni di follower, di un noto canale televisivo dedicato alla storia, viene pubblicato un post dedicato al processo di Norimberga. Tra i commenti, spesso antisemiti e fortemente negazionisti, viene linkato anche il documentario antisemita-complottista “Adolf Hitler contro il signoraggio bancario”.

All’interno di questo documento si parla di “malvagia fantasia sionista”, di giustificazione di una guerra certamente “non provocata dalla Germania”, e ancora si legge: “I Rothschild sionisti massoni sono a capo di tutto…Gli unici ad opporsi hanno fatto una brutta fine ossia Mussolini, Kennedy, Aldo Moro, Gheddafi e Saddam Hussein”.

Profili antisemiti e neo-nazisti dilagano su Facebook, anche se in testa a questa disonorevole classifica c’è Twitter, su cui sono stati pubblicati più della metà (65%) dei contenuti antisemiti.

Una percentuale ancora alta (16%) è quella relativa al mondo dei blog. Recente è infatti la segnalazione dell’ Osservatorio antisemitismo riguardante un blog generalista, che ha pubblicato “un lungo post contenente una serie di liste di proscrizione antisemite tratte da alcuni dei più virulenti siti web antisemiti, tra cui HolyWar e Radio Islam”, in cui si parla di “monopolio ebraico dei mass media in Italia”.

La senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta all’orrore dei campi di concentramento, è stata oggetto centinaia di gravissimi tweet intessuti di antisemitismo, antisionismo e insulti, in seguito alla sua proposta di creare una commissione parlamentare che indaghi su intolleranza, razzismo ed antisemitismo.

Tra le vergognose offese troviamo:

Vivere nell’ombra dell’Olocausto ed aspettarsi di essere perdonati di ogni cosa che fanno, a motivo della loro sofferenza passata, mi sembra un eccesso di pretese. Evidentemente non hanno imparato molto dalla sofferenza dei loro genitori e dei loro nonni”.

Peccato che la storia al popolo di Israele non abbia insegnato nulla. I suoi morti sono uguali a quelli di Palestina”

Arruolata altra novantenne. Come Hitler a fine guerra, che imbarcava anziani e infanti da inghiottire nella sua folle corsa #noinonsiamociechi @matteosalvinimi #Stopinvasione”.

Sono molti altri, purtroppo, ed elencarli tutti sarebbe impossibile, gli episodi di antisemitismo che ogni giorno dilagano sul web, coperti dall’anonimato, tanto che l’amministratore delegato del Congresso ebraico mondiale, Robert Singer, in seguito allo studio di cui detto in precedenza, ha dichiarato:

Sapevamo che l’antisemitismo online era in aumento ma i dati di questo studio dimostrano come la situazione sia allarmante”.

Perseguire penalmente e sanzionare gli utenti che diffondono contenuti antisemiti è ancora oggi una sfida, in quanto è spesso impossibile risalire all’identità dell’utente in questione, ma è anche vero che ci sono a disposizione pochi mezzi legali e le piattaforme stesse, essendo registrate all’estero, sono spesso sotto legislazione di paesi diversi.

Per questo l’unico strumento per contrastare quest’ orribile fenomeno, è ancora una volta il valore della memoria e della cultura, da riportare nella vita di tutti i giorni.

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