Anniversario della morte di Torquato Tasso

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Torquato Tasso

Oggi 25 aprile ricorre l’anniversario della morte di Torquato Tasso.

Le origini e i primi viaggi

Torquato Tasso è figlio d’arte. Egli nasce a Sorrento l’11 marzo 1544 da Bernardo, all’epoca famoso poeta e letterato proveniente da Bergamo, e dalla napoletana Porzia de’ Rossi, discendente da una nobile casata toscana. In questo periodo Bernardo è al servizio del principe di Salerno, Ferrante Sanseverino, ma non mette mai radici nella stessa città, cosicché il figlio lo segue a Napoli, dove studia presso i gesuiti. Dalla capitale partenopea la famiglia si sposta a Roma, Bergamo e Urbino. Nel 1559 Torquato raggiunge il padre a Venezia, dove inizia a redigere un poema sulla prima crociata, il Gierusalemme, nucleo generativo della sua opera più nota. Nel 1560 si trasferisce a Padova per intraprendere gli studi di diritto presso la locale Università, ma presto li abbandona per dedicarsi a quelli di filosofia ed eloquenza. Nel 1562 dà alle stampe il poema cavalleresco Rinaldo e si sposta a Bologna per frequentare lì l’Università dalla quale viene espulso due anni dopo per aver scritto una satira su insegnanti e studenti. Nel 1564 ritorna a Padova, dove è ammesso nell’Accademia letteraria degli Eterei.

A Ferrara

L’anno seguente Tasso raggiunge Ferrara dove si pone al servizio del cardinale Luigi d’Este. Riprende il progetto di comporre un poema sulla prima crociata, dal titolo prima di Gottifredo, poi modificato in Goffredo. Nel 1570, all’indomani della morte del padre, accompagna il suo patrono in un viaggio in Francia, dove ha modo di conoscere il poeta Pierre de Ronsard. Nel 1572 passa al servizio del duca di Ferrara, Alfonso II. L’anno successivo scrive per la corte estense il dramma pastorale Aminta. Due anni dopo termina la prima stesura del poema sulla crociata a cui i primi editori daranno il titolo di Gerusalemme liberata; nel contempo gli viene assegnato l’incarico di storiografo ufficiale. Ma da questo momento la strada per Torquato si fa irta di difficoltà.

La malattia

Intorno al 1577 Tasso comincia a manifestare comportamenti interpretabili come segni di disordine mentale, ad esempio si autodenuncia come eretico al tribunale dell’Inquisizione di Ferrara. Viene assolto ma ormai cade in frequenti crisi depressive. Più volte fugge dalla città estense per trovare rifugio presso altre corti o presso la famiglia, in un lungo pellegrinaggio che lo vede a Torino, Roma, Modena, Sorrento, Mantova, Venezia e Urbino. Ogni volta che ritorna a Ferrara, convinto di essere perseguitato e non apprezzato secondo i suoi meriti, accende furiose discussioni. In occasione delle nozze del duca si lascia andare a una violenta esplosione di collera, cosicché Alfonso II lo costringe dapprima all’ospitalità coatta nel convento di san Francesco, quindi a una vera e propria reclusione come pazzo presso l’ospedale di Sant’Anna, dove il poeta rimane dal 1579 al 1586. Nel nosocomio Tasso vive in un primo momento in un rigido regime di segregazione, poi gli viene concesso un margine di libertà che gli consente di studiare, scrivere e ricevere visite.

Le vicende editoriali della Gerusalemme Liberata

Intanto il suo poema maggiore viene dato alle stampe – parzialmente nel 1579-80, quindi in versione integrale nel 1581 – con il titolo di Gerusalemme liberata, in edizioni prive del beneplacito dell’autore. Vista la situazione, Tasso autorizza, ma non può seguire direttamente, una nuova edizione: ne escono due versioni, curate da Febo Bonnà nel 1581. Successivamente Tasso è di nuovo colto da scrupoli religiosi e artistici che lo portano a rinnegare la sua opera e a riscriverla da cima a fondo. La sua nuova fatica letteraria, dal titolo da lui stesso imposto di Gerusalemme conquistata riscuote scarso successo, mentre la Liberata continua a diffondersi e da molti è giudicata un capolavoro.

Gli ultimi anni

Nel 1586 Torquato lascia l’ospedale di Sant’Anna grazie alla mediazione di Vincenzo Gonzaga. Tenta di stabilirsi a Mantova ma riprende subito una vita nomade, avvertendo la corte mantovana come una nuova prigione. Trascorre gli ultimi anni diviso fra Napoli, dove è ospitato da un circolo di nobili letterati, e Roma, dove è convocato nel 1592 dal cardinale Aldobrandini. Nella Città Eterna Torquato Tasso si spegne il 25 aprile del 1595, poco prima di essere insignito della corona poetica che il pontefice gli ha promesso.

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