Anniversario della morte di sir William Golding

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Ricorre oggi l’anniversario della scomparsa di sir William Gerald Golding, premio Nobel per la letteratura nel 1983.

La biografia

Golding nasce a Newquay, in Cornovaglia, il 19 settembre 1911. Il padre Alec, seguace delle teorie socialiste, è dirigente della scuola elementare di Marlborough, dove insegna scienze; la madre è una suffragetta. A Marlborough William inizia gli studi poi, nel 1930, li prosegue a Oxford, dove in un primo momento si volge alle scienze naturali poi, due anni dopo, passa alle discipline umanistiche e alla filosofia. Nell’autunno del 1934 pubblica la sua prima raccolta di poesie. Nel 1935 consegue la laurea breve e si trasferisce in una comunità religiosa nella quale abbraccia l’antroposofia, teoria elaborata dal filosofo austriaco Rudolf Steiner.

Per due anni insegna inglese in una scuola elementare a sud di Londra e nel 1937 torna a Oxford per portare a termine gli studi. In seguito si trasferisce a Salisbury, dove insegna in una scuola elementare; conosce Ann Brookfield, un’attivista comunista che diventa sua moglie. La coppia si trasferisce nel Wiltshire, dove William è docente presso la Bishop Wordsword’s School.

Nel settembre 1940 nasce il primogenito David.

Allo scoppio della guerra, Golding si arruola nella Royal Navy e durante la prima parte del conflitto presta servizio sia in mare sia in un centro di ricerca nel Buckinghamshire. In questo periodo formula delle singolari teorie sugli esplosivi rielaborando le idee del nonno minatore. Il risultato di questa speculazione è raccolto in un saggio.

Successivamente gli viene affidato il comando di una nave e in questo ruolo si segnala in alcune manovre belliche e nello sbarco in Normandia. Due mesi dopo la nascita, nel luglio 1945, della figlia Judith Diana, abbandona la marina e ritorna all’insegnamento.

Nel 1952 inizia la stesura di un romanzo dal titolo Strangers from Within. Sottopone il manoscritto a vari editori dai quali ottiene solo risposte negative. Finalmente l’opera viene pubblicata nel 1945 dalla casa editrice Faber&Faber, diretta da Thomas Stearns Eliot, il quale suggerisce a Golding di modificare il titolo. Il romanzo diventa allora Il signore delle mosche, con un riferimento evidente a una metafora di Satana.

Nel 1962 Golding abbandona l’insegnamento per dedicarsi esclusivamente alla scrittura. Nel contempo, ottiene la carica di visiting professor presso un college in Virginia e da allora viene invitato dalle più insigni università inglesi.

Negli anni seguenti pubblica numerosi romanzi ma dal 1968 inizia ad accusare difficoltà nello scrivere; mette questi problemi nero su bianco in un diario tenuto a partire dal 1971.

Nel 1982 riceve la laurea ad honorem alla Sorbona e l’anno successivo il premio Nobel per la letteratura per la sua capacità di descrivere in modo mirabile la condizione umana nel mondo contemporaneo. Golding offre un vasto spettro di caratterizzazioni in un climax di toni alti e potenti, quasi espressionisti. Costanti della sua produzione sono la denuncia e la critica dei valori umanistici tradizionali che vengono sviscerati fino a dimostrare la natura illusoria di ogni sogno umano.

Nel 1988 viene nominato baronetto. Nel dicembre del 1992 subisce l’asportazione di un melanoma maligno sul volto. Si spegne il 19 giugno 1993, stroncato da un attacco cardiaco.

Il signore delle mosche

È l’opera più celebre di Golding che si connette all’esperimento che egli porta avanti nella scuola elementare in cui insegna. Gli alunni vengono divisi di due gruppi pronti a discutere su un argomento del giorno, a volte in presenza di un moderatore, altre in assoluta libertà. Il risultato riscontrato da Golding è che, in assenza di un personaggio super partes, spesso il dibattito degenera in rissa.

Il romanzo è ambientato nel bel mezzo di una imprecisata guerra nucleare. Un aereo precipita in mare e l’unica possibilità di salvezza è l’isola deserta che si trova nei paraggi. Gli amici sopravvissuti alla catastrofe sono un gruppo di ragazzi inglesi, alcuni preadolescenti, altri più piccoli. In assenza di un’autorità adulta che li guidi, tentano di stabilire delle regole per autodisciplinarsi e per governarsi. Ben presto però la situazione degenera ed emergono paure ancestrali e istintive e comportamenti aggressivi che mettono in luce gli aspetti ferini della natura umana. Ne deriva una dura accusa nei confronti della fiducia nella ragione e nel progresso e, in modo più esteso, nei confronti dei concetti di peccato e male. Non a caso, Il signore delle mosche esprime appieno la poetica di Golding il cui motto è “Gli uomini producono il male come le api producono il miele”.

Appena pubblicato, Il signore delle mosche è accolto con freddezza dal pubblico. Tuttavia in seguito diventa un bestseller che vanta 14 milioni di copie vendute nei paesi anglofoni, grazie al successo della pubblicazione in edizione economica che vede la luce negli Stati Uniti alla fine della anni ’50.

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