Annibale De Gasparis – 1849: la scoperta di 10 Igea

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Il 12 aprile 1849, la scoperta di Annibale De Gasparis, dell’asteroide 10 Igea. Il corpo celeste risulta tra i principali asteroidi, presenti all’interno della Fascia del Sistema Solare. Inoltre, la presenza di una circonferenza di diametro, pari a quasi 400 km ed una superfice scura, che rende difficoltosa la visualizzazione dell’asteroide. Tuttavia, lo scienziato scopre diverse tipologie di corpi celesti, che per suo merito hanno il medesimo nome.

Annibale De Gasparis chi è?

Annibale De Gasparis nasce a Bugnara il 9 novembre 1819 e decede a Napoli il 21 marzo 1892. Durante l’infanzia, Annibale studia alle scuole elementari, ospite dagli zii in provincia di Pescara. In seguito, la decisione di frequentare i seminari di Chieti e Sulmona. Dopo un anno di scuola a Napoli, Annibale abbandona le materie d’ingegneria e sceglie l’astronomia. Nel 1839, lo studente entra all’Osservatorio astronomico di Capodimonte a Napolie diviene alunno di Ernesto Capocci di Belmonte. Dopo circa dieci anni, De Gasparis esegue la determinazione orbitale, dell’asteroide Vesta, con cui ottiene la laurea honoris causa di matematica, presso l’ateneo di Napoli.

Annibale De Gasparis: l’individuazione di Igea Borbonica

Nel 1847, l’astronomo impiega il telescopio equatoriale di Reichenbach, con obiettivo 8,3 cm e la capacità di registrazione delle stelle, nella precisa magnitudine. Di fatto, il ricercatore arriva alla quattordicesima magnitudine visualizzabile, in un’area dalla forma eclittica, nell’ampiezza di due gradi. A tal proposito, lo scienziato intende riuscire a visualizzare nuovi asteroidi.

Il 12 aprile 1849, una risposta positiva per l’astronomo, con il successo della scoperta di 10 Igea. In realtà, un asteroide dalle grandi dimensioni, appartenente alla fascia principale, del Sistema Solare. All’inizio, il nome del corpo celeste giunge come ringraziamento dell’astronomo, nei confronti di Capocci.

Ma per decisione di entrambi gli studiosi, l’idea del nome Igea Borbonica, Dea greca della salute. Inoltre, l’aggettivo èun omaggio al casato Borbone di Napoli, per la disposizione degli strumenti di studio e ricerca. Tra le caratteristiche dell’asteroide, nella designazione astronomica diventa 10 Hygiea, mentre nel nome di origine rimane Igea Borbonica.

Quarto corpo celeste di grandi dimensioni, con un ordine di diametro oltre i 400 km e massa pari al 3%, della fascia asteroidea totale. Di fatto, 10 Igea ottiene la propria visualizzazione al decimo posto, rispetto ad altri corpi celesti, a causa del colore scuro della superfice. Per i componenti, la prevalenza di materiale carbonaceo e primitivo.

Mentre, per la percorrenza orbitale, 10 Igea impiega il tempo di cinque anni e sette mesi. Nella distanza media dalla Terra diventa debole l’osservazione dell’asteroide e la visione del medesimo ad occhio nudo non è fattibile. Ciò nonostante, attraverso l’utilizzo di un telescopio dal diametro di 50 millimetri ed oltre, il corpo celeste è osservabile.

Altri asteroidi

Nel 1850, De Gasparis prosegue nelle ricerche astronomiche, fino all’individuazione di altri sette asteroidi. L’anno dopo, lo scienziato ottiene il merito alla professione, con la medaglia d’Oro della Royal Astronomical Society. Nel 1854, anche il titolo di Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Rossa, da parte di Federico Guglielmo IV di Prussia. Durante lo stesso periodo, De Gasparis diventa docente accademico, presso l’Università di Napoli. Altri meriti dell’astronomo sono la nomina di Senatore nel 1861 e di direttore dell’Osservatorio di Capodimonte, l’anno precedente. Tra gli asteroidi che scopre lo scienziato, oltre a 10 Igea ci sono: 11 Parthenope, 13 Egeria, 15 Eunomia, 16 Psyche, 20 Massalia, 24 Themis, 63 Ausonia, 83 Beatrix.