Anna Maria de’ Medici, patrona delle arti e ultima Medici

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Anche le più grandi dinastie hanno un inizio e una fine. La protagonista che ricordiamo oggi fu l’ultima di una delle più potenti casate nobiliari italiane.

Parliamo di Anna Maria de’ Medici.

ALLA CORTE DI COSIMO III

Nacque a Firenze l’11 agosto del 1667, secondogenita di una coppia ormai prossima al declino: Cosimo III de’ Medici e Margherita Luisa d’Orléans. Prima di lei, nel 1663 era nato Ferdinando, e dopo di lei, nel 1671 Gian Gastone.

Anna Maria non era solo l’unica femmina, ma anche la più amata dal padre. I genitori si separarono dopo la nascita dell’ultimo figlio, i caratteri troppo incompatibili per poter ancora vivere insieme: estremamente religioso Cosimo, frivola e amante del lusso Margherita. Anna Maria era una bambina quando la madre ottenne il permesso dallo sposo di ritirarsi in convento, e venne quindi cresciuta dalla nonna, Vittoria Della Rovere. In qualche misura, anche costei era stata una delle cause della fine del matrimonio tra Cosimo e Margherita.

Anna Maria somigliava molto al padre. Era amante dell’arte e degli oggetti preziosi, ed aveva un fervore religioso che ben si combinava con quello del genitore. Già in giovane età venivano disegnati per lei orizzonti grandiosi, come un possibile matrimonio con il figlio del Re Sole: ma infine venne scelto per lei un granduca tedesco, Giovanni Guglielmo del Palatinato.


Il 27 settembre 1389 nasce Cosimo de’ Medici


IL MATRIMONIO E LA DIFFICILE SUCCESSIONE

La mancanza di un erede divenne ben presto un chiodo fisso per Cosimo III. Il primogenito Ferdinando aveva sposato una principessa bavarese, Violante di Baviera: ma i due non ebbero figli, e Ferdinando stesso morì prematuramente di sifilide. Quanto al figlio più giovane, Gian Gastone, era dichiaratamente omosessuale, e nonostante fosse stato costretto a sposarsi con una principessa tedesca, parimenti non ebbe eredi. A questo punto, non rimaneva che Anna Maria, e il padre tentò in ogni modo di trasferire a lei ogni diritto di successione del granducato. Purtroppo senza successo.

Il matrimonio di Anna Maria con l’Elettore Palatino si rivelò felice, ma sterile come quello dei suoi fratelli. Anche se ormai naturalizzata tedesca non smise di tenersi in contatto con la sua famiglia di origine, e anzi contribuì ad organizzare il matrimonio del fratello minore con Anna Maria di Sassonia. Questo minò irreparabilmente il rapporto tra fratello e sorella, ma ugualmente lei fu al suo capezzale quando Gian Gastone si ritrovò in punto di morte.

Quando Gian Gastone, l’ultimo granduca di Toscana morì, Anna Maria si ritrovò ad essere l’ultima Medici vivente. Vedova e senza figli, mise in campo le sue risorse per uno scopo nobile: salvare l’enorme patrimonio artistico della famiglia.

L’ULTIMA MEDICI E UN PATRIMONIO SALVATO

Anna Maria era dunque rimasta sola ad occuparsi dell’inestimabile ricchezza della famiglia Medici. Il padre aveva nominato eredi i granduchi di Lorena, e con loro la principessa stipulò un patto che gli impediva di portar via anche solo un quadro o un oggetto prezioso da Firenze.

<<La Serenissima Elettrice cede, dà, e trasferisce al presente a Sua Altezza Reale [Lorena] per lui, e i suoi successori Gran Duchi, tutti i Mobili, Effetti e Rarità della successione del Serenissimo Gran Duca suo Fratello, come Gallerie, Quadri, Statue, Biblioteche, Gioie, ed altre cose preziose, siccome le Sante Reliquie e Reliquiari, e lor Ornamenti della Cappella del Palazzo Reale, che Sua Altezza Reale si impegna di conservare, a condizione espressa che di quello è per ornamento dello Stato, e per utilità del Pubblico, e per attirare la curiosità dei Forestieri, non ne sarà nulla trasportato, o levato fuori della Capitale, e dello Stato del Gran Ducato>>

Questo il terzo articolo della Convenzione firmata da Anna Maria nel 1737: grazie a lei, oggi tutto il mondo può ammirare le meraviglie della famiglia Medici nel luogo più congeniale, Firenze, la loro città d’origine.

Anna Maria de’ Medici visse il resto della sua vita nella tranquillità di Palazzo Pitti, amata e rispettata dal suo popolo e stimata dai duchi di Lorena. Morì il 18 febbraio 1743, all’età di settantacinque anni.

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