Animali estinti: la scienza prova a riportarli in vita con una nuova tecnica sul Dna

0
341
Mammut: la scienza vuole creare un ibrido con l'elefante asiatico.

Recuperare il Dna di alcuni animali estinti per combinarlo con geni di discendenti attualmente presenti sulla Terra per provare a riportarli in vita. È questa l’ultima frontiera della scienza che, con diversi esperimenti, sta cercando non solo di recuperare specie ormai scomparse dal pianeta, ma anche di garantire la sopravvivenza a quelle che potrebbero sparire da un momento all’altro. Tutto parte dalla tecnica Crispr, di recente utilizzata soprattutto per contrastare le malattie rare, per debellare la resistenza agli antibiotici e per avere delle piante più produttive.

Definita come una sorta di «taglia-incolla» del Dna, gli studiosi ritengono che questa pratica possa essere applicata anche agli animali estinti. Come riporta il sito specializzato in materia CNet, ci si sta concentrando al momento su due specie in particolare, il mammut e la tigre della Tasmania: i ricercatori, infatti, puntano ad operare una sorta di trasferimento dei geni di questi esemplari nei discendenti attuali. Il Crispr, del resto, permette proprio di ricorrere ad una particolare proteina che funge da «forbice molecolare», sezionando il codice genetico in un punto ben preciso, e dando così la possibilità di intervenire rimuovendo o aggiungendo determinati geni.

Mammut ed elefante asiatico: in cosa consiste l’esperimento.

Sul mammut si sta lavorando in particolare alla Harvard University, dove il titolare della ricerca, George Church, è riuscito ad isolare il genoma del progenitore dell’elefante, utilizzando le tracce rinvenute nella tundra artica. In tal modo, con il Crispr, lo scienziato vuol tentare di far venire al mondo una specie ibrida tra il pachiderma preistorico e l’elefante asiatico che attualmente viene segnalato a rischio estinzione, e che ha in comune col suo predecessore il 99,96% del genoma. Stando alle previsioni dell’esperto, l’animale che dovrebbe nascere potrebbe sopravvivere anche a temperature al di sotto dei 40 gradi, grazie ai geni che permettono la crescita di un folto pelo, l’accumulazione di un certo quantitativo di grasso e il controllo del battito cardiaco.

Lo squalo bianco è a rischio estinzione

L’ibrido, una volta nato, verrebbe immediatamente trasferito nelle zone più a nord del pianeta dove la sua sopravvivenza non verrebbe messa a rischio. Interpellato sul suo esperimento che tra gli animali estinti vede coinvolto il mammut, George Church ha chiarito che non vi è alcun tentativo di far rinascere semplicemente l’elefante preistorico, giacché l’obiettivo è quello di salvare l’asiatico che potrebbe estinguersi da un momento all’altro.

Animali estinti: esperimenti su piccione migratore e tigre della Tasmania

Parallelamente a quanto sta accadendo alla Harvard University, presso la Revive & Restore il dottor Ben Novak sta cercando di effettuare un esperimento simile con il piccione migratore, il cui ultimo esemplare è stato avvistato nel lontano 1914. Fino ad ora gli scienziati sono riusciti ad intervenire sul Dna di un piccione moderno, ma questo tentativo non ha fornito i risultati sperati, se si pensa che è riuscita soltanto la modifica di uno spermatozoo su un totale di centomila.

Anche in Australia la scienza si sta occupando di animali estinti, e in questo caso si tratta della tigre della Tasmania, un marsupiale carnivoro sparito dal pianeta intorno alla metà del ‘900. I ricercatori cercheranno di inserire il genoma di questa specie nel Dna di un numbat (o formichiere fasciato), ma sembra che questo tentativo sia molto più complicato degli altri due, poiché si tratta di un animale dotato di un codice genetico piuttosto distante da quello del suo predecessore. Gli scienziati, tuttavia, ci tengono a ricordare che, qualora l’operazione dovesse risultare fattibile, sarebbe importante per l’ambiente la reintroduzione della tigre perché, trattandosi di un esemplare in cima alla catena alimentare, andrebbe ad occupare una posizione che attualmente risulta vuota, andando così ad equilibrare la situazione rispetto alle specie che si trovano nelle sezioni più basse.

Tigre della Tasmania: i dettagli dello studio australiano.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here