Andy Warhol l’artista senza arte

Il nulla dell'arte senza arte

0
308
Andy Warhol l’artista senza arte

Andy Warhol l’artista senza arte. Mi viene questa definizione e credo sia la più azzeccata per una star senza luce. Negli anni sessanta era parte di un contesto di schizzati che in tutte le maniere lo fecero diventare un mito, in realtà continuo a definirlo l’artista senza arte.

Andy Warhol l’artista senza arte

La mia definizione non è un accanimento verso un non artista ma è solo un dato di fatto oggettivo. Warhol non è stato altro che un semplice copione, un uomo infilato nell’arte pop come il pollo sul gelato alla fragola. Non basta una banana sulla copertina dello “straordinario” album dei velvet underground per diventare un artista. E neanche la testa di Marylin multi colore divisa in sei riquadri, quello lo sanno fare anche le cabine fotografiche che trovi in strada e giuro che a nessuna di loro chiedo l’autografo.

Andy Warhol l’artista senza arte

Negli anni sessanta/settanta tutto doveva essere bello altrimenti eri considerato un borghese

la sua pochezza artistica è dimostrata da tutta una serie di immense banalità riconosciute geniali soltanto perché chi le guardava era sotto acido. Questo è quanto: dipinti che si rifanno a fumetti e immagini pubblicitari, nei suoi lavori compaiono Dick Tracy, Popeye, Superman e le prime bottiglie di Coca Cola. Perché Topolino no!!! Perché me lo hai escluso!!! Mannaggia a te! Avresti vinto il Nobel con Topolino. Per non dimenticare le lattine di zuppa. Miii !!! che artistone!

L’assenza dell’arte nella assenza dell’estetica artistica

Andy Warhol l’artista senza arte ciarlatano

come dice anche Francesco Morante studioso di storia dell’arte: “In queste sue opere non vi è alcuna scelta estetica”. Sono più celebri i suoi fallimenti impossibili da fallire che altro. Addirittura fallito il tentativo di fondare un gruppo musicale con Young e Walter de Maria, due dei più celebri compositori d’avanguardia del periodo. Continua con il suo immenso periodo dei ritratti posterizzati. Produce due film meravigliosi per chi si voleva fare un trip di acido al cinema.

Il più grande azzardo di Andy Wharol l’artista senza arte né parte

Il più grande azzardo di Andy Wharol l’artista senza arte né parte

Questo è imperdonabile: vilipendio all’arte. Negli ultimi anni si occupa anche della rivisitazione di opere dei grandi maestri del Rinascimento: Paolo Uccello, Piero della Francesca, e soprattutto Leonardo da Vinci, da cui ricava il ciclo “The Last Supper” (L’ultima cena). Comunque questo genio da me incompreso nasce a Pittsburgh il 6 agosto 1928 e muore a New York il 22 febbraio 1987.

Commenti